Guida (quasi) rapida per l’espatriato in Spagna

  • Introduzione
  • Primi adempimenti burocratici
  • Lavoro
  • Sanità
  • Fiscalità
  • Conclusione

Introduzione

Trasferirsi in un paese straniero può essere emozionante ma anche impegnativo. Per gli stranieri che desiderano stabilirsi in Spagna, avere il giusto supporto e orientamento è fondamentale per una transizione di successo. A tal riguardo, i servizi di consulenza fiscale e amministrativa specifici diventano essenziali per navigare la complessità delle normative e delle procedure amministrative in un nuovo ambiente. Questi servizi forniscono una guida specializzata su questioni fiscali, burocratiche e amministrative, facilitando l’adattamento al paese ospitante.

Inoltre, potrebbero essere necessari altri servizi specializzati, come la registrazione come lavoratore autonomo, l’iscrizione presso il comune per formalizzare la residenza e l’assistenza sanitaria. Avere la disponibilità di questi servizi in diverse lingue è fondamentale per garantire una comunicazione fluida e una chiara comprensione delle procedure e dei requisiti legali.

In questo contesto, BarcelonaGlobalService (https://barcelonaglobalservice.com/) si posiziona come un’azienda rinomata specializzata nel fornire servizi di consulenza fiscale e amministrativa a stranieri che si trasferiscono o sono appena arrivati in Spagna. Con una vasta gamma di servizi progettati per agevolare il processo di insediamento nel territorio spagnolo, BarcelonaGlobalService si è affermata come una scelta affidabile ed efficiente per coloro che desiderano iniziare una nuova vita in questo meraviglioso paese.

A capo di BarcelonaGlobalService (https://barcelonaglobalservice.com/) c’è il Dr. Francesco Nuzzi, un rinomato consulente fiscale con un’ampia esperienza nel campo. Francesco Nuzzi è riconosciuto per la sua solida conoscenza delle questioni fiscali e amministrative e per la sua collaborazione con l’ANF (Autoridad de Certificación), che consente a BarcelonaGlobalService (https://barcelonaglobalservice.com/) di gestire certificati digitali a distanza, evitando così ai clienti di recarsi personalmente presso l’Agenzia delle Entrate spagnola (Agencia Tributaria).

Inoltre, Francesco Nuzzi è un membro di spicco di ASOCIAE, l’associazione professionale dei consulenti fiscali spagnoli (Asociación de Asesores Excelentes Fiscales y Laborales), ed è un consulente fiscale registrato nell’elenco ufficiale dei professionisti che collaborano con l’Agenzia delle Entrate spagnola («Colaborador social de la Agencia Tributaria«), il che garantisce il suo impegno verso i più elevati standard professionali.

BarcelonaGlobalService (https://barcelonaglobalservice.com/) si concentra nell’offrire una vasta gamma di servizi per soddisfare le specifiche esigenze degli stranieri residenti. Ecco alcuni dei servizi più rilevanti:

Consulenza fiscale: Consapevoli della complessità del sistema fiscale spagnolo, il team di BarcelonaGlobalService (https://barcelonaglobalservice.com/) fornisce consulenza esperta sulle tasse, assistendo i clienti nel soddisfare tutte le obbligazioni fiscali in modo efficiente in Spagna.

Servizi amministrativi e burocratici per stranieri in Spagna: Questo include la gestione e l’ottenimento di documenti chiave come il Numero di Identificazione dello Straniero (NIE – Número de Identificación de Extranjero) e il Numero di Previdenza Sociale (NUSS – Número de Seguridad Social).

Questi documenti sono essenziali per qualsiasi transazione legale in Spagna, come l’apertura di un conto bancario, l’acquisto di una proprietà o il lavoro come libero professionista.

Assistenza sanitaria: BarcelonaGlobalService (https://barcelonaglobalservice.com/) fornisce anche supporto ai clienti nel campo sanitario, aiutando gli stranieri a comprendere il sistema sanitario spagnolo e ottenere l’assistenza sanitaria pubblica.

Apertura di una partita IVA in Spagna (registrazione come lavoratore autonomo): BarcelonaGlobalService (https://barcelonaglobalservice.com/) guida i suoi clienti in ogni fase del processo, dalla preparazione della documentazione alla realizzazione della pratica in modo completamente telematico, garantendo che le procedure per stabilirsi come lavoratore autonomo siano il più semplici possibile.

Residenza: l’»Empadronamiento» è una procedura necessaria per registrare ufficialmente la residenza in un comune spagnolo. Il team dell’azienda fornisce orientamento e assistenza per completare il processo di registrazione presso il comune, realizzando il procedimento in modo telematico e rapido

Ottenimento del certificato digitale: Un servizio di rilievo offerto da BarcelonaGlobalService (https://barcelonaglobalservice.com/) è l’ottenimento del certificato digitale (Certificado Digital). Grazie alla collaborazione con l’ANF (Autoridad de Certificación), l’azienda può attivare questi certificati a distanza, evitando ai clienti di recarsi personalmente presso l’Agenzia delle Entrate spagnola (Agencia Tributaria). Il certificato digitale è uno strumento fondamentale per transazioni elettroniche sicure in Spagna, come la presentazione delle dichiarazioni fiscali, la firma dei contratti o la comunicazione con le amministrazioni pubbliche.

Servizi ad-hoc: qualunque altro tipo di procedimento, anche transnazionale (Che veda coinvolte non solo la pubblica amministrazione spagnola ma anche quella di un paese terzo), che verra’ studiato su misura per il cliente.

È importante sottolineare che BarcelonaGlobalService (https://barcelonaglobalservice.com/) si impegna a fornire un servizio di qualità su misura per le esigenze dei suoi clienti internazionali, offrendo i suoi servizi in tre lingue: spagnolo, inglese e italiano. Ciò facilita la comunicazione e garantisce una chiara comprensione di tutti gli aspetti legali e amministrativi coinvolti. Non sorprende che un gran numero di clienti di BarcelonaGlobalService siano cittadini italiani. L’esperienza di Francesco Nuzzi ha reso l’azienda una scelta popolare tra i cittadini stranieri che desiderano stabilirsi in Spagna in modo efficace e senza complicazioni.

In sintesi, BarcelonaGlobalService (https://barcelonaglobalservice.com/) si distingue come un’azienda affidabile che offre servizi di consulenza fiscale e amministrativa agli stranieri residenti in Spagna o che pianificano di trasferirsi qui, operando su tutto il territorio spagnolo (Barcellona, Madrid, Valencia, Malaga, Ibiza, Mallorca, Canarie, Baleari, etc.).

Il team di BarcelonaGlobalService fornisce consulenza fiscale esperta e gestisce una vasta gamma di procedure amministrative e burocratiche per agevolare l’integrazione dei clienti nel Paese. L’azienda rappresenta la scelta ideale per rendere questo processo il più fluido e semplice possibile ed è molto popolare tra gli italiani in Spagna (Facebook: https://www.facebook.com/Barcelonaglobalservice).

Primi adempimenti burocratici

A prescindere dalla condizione personale di chi ha fatto la coraggiosa scelta di trasferirsi in un altro paese (Nel nostro caso nella meravigliosa Spagna), ovvero che ci si trasferisca in quanto lavoratori per conto di un’azienda locale, investitori, pensionati o familiari di residenti, e’ estremamente importante registrarsi subito come cittadino straniero mediante un’assegnazione di NIE o nel registro centrale dei cittadini comunitari.

Ecco dunque la necessita’ di ottenere un’”Asignacion de NIE” o un “Certificado de registro de ciudadano de la Union Europea” e, molto consigliabile (Anche se non ancora occupati dal punto di vista lavorativo) un NUSS, ovvero un Numero de Seguridad Social, ma anche l’”empadronamiento” costituisce un adempimento molto utile (Nonche’ obbligatorio) per iniziare ad adempiere agli obblighi burocratici spagnoli come straniero appena arrivato.

Cominciamo dunque dalle “basi” dell’espatriato in Spagna.

Il NIE (Número de Identificación de Extranjero) è un numero unico assegnato agli stranieri in Spagna, ovvero alle persone straniere che per motivi familiari, economici, lavorativi, sociali, fiscali o amministrativi hanno bisogno di essere censiti dalla pubblica amministrazione: tale numero identificativo viene di solito generato e assegnato dalle autorità di polizia (Policia Nacional) spagnole, tuttavia può anche essere assegnato (Nel caso di cittadini extra-UE) dalla Delegacion de Gobierno oppure, nel caso fosse necessario identificare un contribuente straniero a fini fiscali, può anche essere rilasciato (In formato temporaneo, ovvero sotto forma di “NIF” temporaneo) dall’Agencia Tributaria spagnola.



Tralasciando il caso dei cittadini extra-UE, per i quali generalmente il NIE è sempre associato (Tranne casi particolari) a un permesso di residenza, il cui procedimento di richiesta e ottenimento e’ molto più complesso, ci riferiremo qui ai casi relativi ai cittadini provenienti da paese membri dell’Unione Europea.

Come detto sopra, il NIE e’ un acronimo che sta per “Número de Identificación de Extranjero”, ovvero è un numero unico e permanente che identifica un cittadino straniero in territorio spagnolo, e ha valenza nazionale, a prescindere dalla città/provincia in cui si trovi l’autorità di polizia (O il consolato spagnolo all’estero) che lo ha rilasciato.

Occorre innanzitutto tenere ben presente alcuni concetti al fine di dissipare completamente tante leggende metropolitane che, purtroppo, circolano molto online, soprattutto sulle reti sociali, e che non fanno altro che confondere ulteriormente coloro i quali si trovano in tale processo amministrativo (Ottenimento del NIE).

Innanzitutto il NIE e’, appunto, un numero, e identifica in modo univoco e PERMANENTE un cittadino straniero in Spagna: il NIE, una volta assegnato, non cambia mai e resta a vita. Dunque il NIE NON e’ un documento, ma un numero: tale numero, a sua volta, puo’ essere riportato su vari tipi di documento, a seconda dei motivi e della nazionalità del richiedente. Possiamo infatti trovare il NIE impresso su un visto apposto su un passaporto, su un permesso di residenza, una T.I.E., un “Certificado de no residente”, un “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea” un “ Certificado de residencia permanente de ciudadano de la Unión Europea”, un “Certificado de concordancia”, etc…



Ciò che può cambiare, dunque, e’ il documento di supporto sul quale il NIE e’ riportato: nel caso dei cittadini UE i documenti piu’ comuni rilasciati dalle autorità di polizia sono il “Certificado de no residente” (Che ha l’aspetto di un foglio di carta, bianco, formato A4, e che viene molto spesso – e impropriamente – chiamato “NIE bianco”) e il “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea” (Che ha l’aspetto di una tessera tascabile verde, di cartoncino, formato carta di credito, chiamato spesso – e impropriamente – “NIE verde”).

Dunque come abbiamo visto il NIE e’ un numero, dunque non un documento, e non ha colori, ciò che ha un aspetto visivo diverso (Appunto un foglio bianco o una tessera verde) e’ il documento sul quale il NIE e’ riportato.

Un’altra leggenda metropolitana molto diffusa riguarda una presunta scadenza dopo 3 mesi del “Certificado de no residente”: tale documento, in realtà, NON ha alcuna scadenza, come del resto tutti i certificati rilasciati dalle autorità ai cittadini dell’Unione Europea. Nessun tipo di documento/certificato rilasciato ai cittadini comunitari ha scadenza. In realtà fino a molti anni fa (Ma oramai ciò non avviene più da molto tempo) il “Certificado de no residente” riportava (E neanche in tutti i casi, ma in certe specifiche situazioni) in calce una dicitura secondo la quale il documento, appunto, veniva rilasciato con una validità di 3 mesi, e questo perché tale documento veniva inteso come una forma di identificare un cittadino straniero ma solo per una specifica operazione/procedimento da condurre con la pubblica amministrazione spagnola, appunto in qualità di “non residente” (Il caso tipico era quello di un cittadino francese, tedesco o italiano che acquistavano una proprietà in Spagna, e dunque avevano bisogno, a fini fiscali, di farsi identificare con un NIE. A operazione effettuata, dunque, il cittadino ritornava nel suo paese, non risiedendo abitualmente in Spagna. Stessa cosa avveniva, a volte, per l’acquisto di un bene registrato, di quote societarie o per l’apertura di un conto corrente). In molti casi la stessa dicitura veniva riportata (Quasi sempre) nel caso di un “Certificado de no residente” rilasciato da un consolato spagnolo all’estero. Dunque ciò che scadeva, in questo caso, era il documento fisico, ma NON il NIE, che restava assegnato a vita.

Per fortuna, nonostante questo avvenisse solo in pochi e specifici casi, e fino a molti anni fa, tale specifica di validità di 3 mesi del documento non viene più riportata (Solo in pochissimi casi viene ancora riportata nel caso di documenti rilasciati all’estero dai consolati spagnoli). Dunque un cittadino straniero in possesso di un “Certificado de no residente” NON dovrà temere una presunta (E inesistente) scadenza del documento, anche se trascorsi più di 3 mesi dal rilascio.

Un discorso simile va fatto per il “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea” (tessera verde da residente UE), ovvero il fatto che tale documento avrebbe una presunta scadenza trascorsi 5 anni dal rilascio: FALSO. Tale documento, così come il documento bianco da non residente, NON scade, e infatti (Come del resto il Certificado de no residente) non riporta alcuna data di scadenza. Ciò che in realtà il titolare può fare dopo 5 anni, e sempre che ne abbia i requisiti (Ma non perché il documento scada, piuttosto perché gli viene riconosciuta la facoltà di richiedere un documento differente), è richiedere un “ Certificado de residencia permanente de ciudadano de la Unión Europea”, chiamato “permanente” non perché gli altri certificati abbiano una scadenza, ma semplicemente perché un eventuale duplicato richiesto ad esempio in caso di smarrimento, furto o deterioro, non comporta da parte del richiedente l’obbligo di fornire alle autorità la documentazione richiesta ad esempio nel caso di un “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea” (Ad esempio per dimostrare la situazione lavorativa o economica), dato che appunto essendo permanente una volta rilasciato non richiede più l’obbligo di dimostrare la sussistenza dei requisiti richiesti per il rilascio del certificato di registro UE.

Dunque possiamo riassumere il tutto con questa frase: il NIE non scade, il NIE non ha colori, il NIE e’ permanente.

È possibile (Sempre avendone i requisiti, il cui possesso va dimostrato in modo documentale dinanzi alle autorità di polizia) sicuramente ottenere un “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea” dopo aver ottenuto un “Certificado de no residente” (Sarà però obbligatorio attendere almeno 3 mesi dal rilascio del primo documento) e, trascorso il periodo previsto dalla legge, e avendone naturalmente i requisiti, richiedere un “ Certificado de residencia permanente de ciudadano de la Unión Europea”: in nessuno dei casi il NIE, ovvero il numero identificativo, cambierà, il NIE resterà invariato, cambierà solo il tipo di documento di supporto.

Il caso più ricorrente è quello dello straniero che, appena arrivato in Spagna, ottiene un “Certificado de no residente” e poi, dopo 3 mesi e avendo un contratto di lavoro registrato e risultando in situazione “de alta laboral en la seguridad social”, puo’ richiedere un “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea”, e infine dopo 5 anni, e avendone sempre i requisiti, puo’ richiedere un “ Certificado de residencia permanente de ciudadano de la Unión Europea”.

Veniamo ora alla domanda fatidica, ovvero: Come si ottiene il NIE?

Tralasciando innanzitutto i rari e specifici casi in cui una “Asignación de NIE” può essere richiesta dal cittadino straniero nel suo paese di residenza, recandosi presso un consolato spagnolo, un “Certificado de no residente” (Il documento bianco chiamato volgarmente “NIE bianco”) deve essere richiesto di persona presso un ufficio stranieri di un commissariato della Policia Nacional spagnola della provincia in cui risiedono gli interessi sociali, lavorativi, economici o familiari del richiedente, oppure da una terza persona che agisca in qualità di rappresentante legale, mediante una procura notarile speciale, originale, rilasciata da un notaio spagnolo oppure, se rilasciata da un notaio straniero, corredata da traduzione giurata originale al castellano, assieme a un’Apostille.


Un “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea” (Tessera verde da residente UE, chiamata volgarmente “NIE verde”) può essere rilasciata esclusivamente presso un ufficio stranieri di un commissariato della Policia Nacional spagnola della provincia in cui risiedono gli interessi sociali, lavorativi, economici o familiari del richiedente, direttamente all’interessato, non essendoci la possibilità, in questo caso, di far recare un rappresentante munito di procura speciale notarile.

Quali sono i requisiti per ottenere il NIE? Anche in questo caso la risposta varia a seconda del tipo di documento richiesto (Un “Certificado de no residente” piuttosto che un “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea”). Come regola generale, il NIE viene assegnato quando per motivi familiari, sociali, economici, lavorativi, fiscali o amministrativi un cittadino straniero possa dimostrare (In modo documentale) la necessita che l’amministrazione spagnola lo identifichi assegnandogli un NIE. Nel caso di un acquisto di un immobile, ad esempio, si potrà dimostrare tale necessità utilizzando una scrittura privata (O atto notarile) di acquisto di una proprietà, oppure nel caso fosse necessario per richiedere l’apertura di un conto corrente (Anche se, in realtà, con la maggior parte delle banche spagnole NON occorre possedere un NIE per l’apertura di un conto corrente, di può benissimo richiedere l’apertura di un conto “Non residente” semplicemente utilizzando il proprio passaporto o carta di identità nazionale, anche se molte banche sono molto restie all’apertura di tale tipo di conto corrente) si può dimostrare la sussistenza dei requisiti mostrando la lettera emessa da un istituto di credito con la quale si chiede espressamente l’ottenimento del NIE al fine di procedere all’apertura di un conto corrente. Stessa cosa per l’acquisto di quote societarie, o per la costituzione di una società, si può utilizzare una scrittura privata o un atto notarile di acquisto.


Qualora l’assegnazione di un NIE fosse motivata dall’apertura di una partita IVA in Spagna (”Alta de autónomo”), si può spesso utilizzare una lettera preparata da un consulente fiscale o un commercialista operanti in Spagna con la quale il professionista manifesta la necessità che il suo cliente ottenga un NIE per poi procedere, a NIE ottenuto, alla registrazione del lavoratore autonomo presso l’Agencia Tributaria spagnola e la “Tesorería General de la Seguridad Social”).
Anche l’iscrizione presso un istituto educativo, una scuola o un’università’, costituisce uno dei motivi ricorrenti per l’assegnazione di un NIE: in questo caso un documento rilasciato dalla segreteria dell’istituto può servire al fine di giustificare presso le autorità competenti i motivi del rilascio del documento.

In altri casi il supporto documentale per giustificare il rilascio di altri tipi di certificati, ad esempio un “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea”, è molto più complesso e deve essere preparato in modo molto più accurato. Tralasciando altri casi che giustificano il rilascio di una tessera verde da residente comunitario, normalmente occorre dimostrare di avere un contratto di lavoro rilasciato da un’azienda spagnola la cui durata sia superiore a 3 mesi (dato che fino a 3 mesi è possibile firmare un contratto di lavoro senza NIE, ma solo con passaporto o carta di identità UE oltre, obbligatoriamente, a un NUSS, ovvero un Número de Seguridad Social – numero di registro presso la previdenza sociale spagnola), che tale contratto sia stato registrato, ovvero che l’assunzione sia stata formalizzata (Ovvero che sia stata realizzata un’”alta laboral” presso la Tesorería General de la Seguridad Social, e che le condizioni specificate nel contratto di lavoro rispecchino i parametri necessari per il rilascio di un “Certificado de registro”, ovvero quelli stabiliti dalle tabelle ministeriali e che, normalmente, vengono revisionati con cadenza annuale.

Vi sono altri casi in cui e’ possibile ottenere un “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea” anche senza avere un lavoro, ovvero ad esempio dimostrando di avere liquidità bancaria sufficiente (Stabilita ogni anno secondo le tabelle ministeriali dell’IPREM) oltre a una polizza sanitaria privata di tipo “SIN COPAGO”, ovvero con la massima copertura, oppure un documento S1 rilasciato dalle autorità sanitarie di un paese membro dell’Unione Europea (se non si ha un’assicurazione privata), oppure ancora se si e’ familiari (Coniuge, unione di fatto, figlio o fratello) di un cittadino dell’Unione Europea, già residente in Spagna e in possesso di un “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea” oltre che dei requisiti economici minimi necessari al mantenimento del familiare (Assistenza sanitaria completa e liquidità bancaria minima) oppure, in mancanza di questi, dimostrando di essere un lavoratore regolarmente registrato presso la seguridad social spagnola.


A parte i requisiti dimostrabili in modo documentale, a seconda del certificato richiesto (Un “Certificado de no residente” piuttosto che un “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea”, o un “Certificado permanente”) occorre pagare una tassa ministeriale da Eur 9,84 o Eur 12 (Importi aggiornati al 06/08/2023) e recarsi presso l’ufficio stranieri del commissariato della Policia Nacional della provincia spagnola di riferimento solo su appuntamento, ovvero esclusivamente avendo ottenuto una “cita previa”.

Occorre tener presente che, oltre alle linee guida tecniche identiche, su scala nazionale, per il rilascio dei documenti di cui stiamo trattando, vi possono essere alcune differenze e/o requisiti aggiuntivi che alcuni commissariati di polizia possono richiedere: è il caso, ad esempio, di alcuni commissariati di polizia dove, per il rilascio di un “Certificado de registro”, potrebbero essere richiesti anche un “Certificado de empadronamiento”, oppure una registrazione del contratto di lavoro di almeno 3 mesi. D’altra parte, è anche possibile che in alcuni commissariati di polizia possano essere molto meno severi i requisiti per il rilascio di alcuni certificati, così come i funzionari di turno potrebbero essere molto meno severi qualora il richiedente si presenti senza aver ottenuto prima una “Cita previa”, ovvero un appuntamento (In realtà tale requisito e’ indispensabile ovunque, tuttavia in certi casi di urgenza dimostrabile i funzionari di polizia potrebbero consentire, sempre che il fatto non sia un impedimento per altri utenti o per il normale funzionamento dell’ufficio, l’entrata del richiedente pur se non in possesso del documento di prenotazione dell’appuntamento. Questa, comunque, e’ un’eventualità estremamente rara e che molto difficilmente avviene).


Il procedimento per l’ottenimento di un appuntamento presso un commissariato per “Asignación de NIE” o per un “Certificado de registro” va necessariamente richiesto presso un commissariato della provincia in cui si risiede (Barcellona, Madrid, Valencia, Malaga, Canarie, Baleari, etc..) richiede spesso molta pazienza, in quanto la disponibilità di turni liberi dipende dalla singola programmazione giornaliera e settimanale di un commissariato di polizia, e può richiedere in certi casi vari giorni.


Un coniglio per non avere nessun tipo di problema quando ci si reca presso un ufficio stranieri della Policia Nacional e’ quello di prenotare, sempre, un appuntamento per il procedimento specifico per il quale ci si recherà in commissariato, ovvero un appuntamento per “Asignación de NIE” se si desidera richiedere un “Certificado de no residente” , e un appuntamento per “Certificado de registro” o “Certificados UE” se occorre richiedere un “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea”. A volte in alcune province potresti trovare l’opzione “Asignación de NIE – ciudadanos comunitarios” assieme a quella “Asignación de NIE – ciudadanos no comunitarios”

In Spagna esistono diversi tipi di certificati e documenti richiesti ai cittadini stranieri che desiderano risiedere nel Paese. Due di questi documenti sono il «Certificado de No Residente» e il «Certificado de Registro de Ciudadano de la Unión Europea«. Sebbene entrambi si riferiscano allo status di residente, presentano differenze significative che è importante comprendere per evitare confusione e rispettare i requisiti legali corrispondenti. In questo articolo discuteremo le caratteristiche principali e le differenze tra questi due certificati.

Certificato di non residenza («Certificado de no residente»)

Il «Certificado de No Residente» è un documento rilasciato dalle autorità di polizia per le persone che non sono fiscalmente residenti in Spagna, ma che devono effettuare determinate operazioni o formalità nel Paese. In genere, questo certificato è richiesto in situazioni come la vendita di un immobile, l’apertura di un conto bancario per non residenti o l’ottenimento di un mutuo. Il suo scopo principale è quello di accreditare lo status fiscale del richiedente e la sua non residenza in Spagna. Questo documento è anche conosciuto, impropriamente, come «NIE bianco«, perché è di fatto un foglio bianco di carta A4.

La procedura per ottenere il Certificato di non residenza prevede la presentazione di vari documenti alla Polizia Nazionale spagnola, dove viene verificato lo status del richiedente e viene rilasciato il certificato. È importante notare che questo certificato non conferisce alcun diritto di residenza in Spagna e la sua validità è limitata a specifici fini fiscali. Questo tipo di documento consiste in un foglio bianco, senza data di scadenza. Questo documento, ottenuto da un cittadino dell’Unione Europea, consente di lavorare e di ottenere un numero di previdenza  sociale spagnolo («Número de Seguridad Social«), proprio come il «Certificado de registro de Ciudadano de la Unión Europea» (Certificato di registrazione come cittadino dell’Unione Europea).

Certificato di registro di cittadino dell’Unione Europea

Il «Certificado de Registro de Ciudadano de la Unión Europea» è invece un documento destinato ai cittadini degli Stati membri dell’Unione Europea, dello Spazio Economico Europeo o della Svizzera che desiderano risiedere in Spagna per un periodo superiore a tre mesi. Questo certificato è obbligatorio per esercitare il diritto di residenza nel Paese e godere dei benefici e dei diritti ad esso associati. Spesso molti si riferiscono a questo documento, impropriamente, come «NIE verde«, a causa del suo aspetto di tessera verde tascabile, di carta.

La procedura per ottenere il Certificato di registro di Cittadino dell’Unione Europea prevede la presentazione di vari documenti, come il passaporto o la carta d’identità, la prova dei mezzi finanziari e dell’assicurazione sanitaria e una dichiarazione di residenza in Spagna. Una volta ottenuto, questo certificato accredita la residenza legale in Spagna e garantisce diritti quali l’accesso ai servizi pubblici, all’istruzione, al lavoro e alle cure mediche, tra gli altri. Il documento consiste in una carta verde che non ha scadenza, ma che può essere convertita, dopo 5 anni e se i requisiti sono soddisfatti, in un «Certificato permanente» («Certificado de residencia permanente de Ciudadano de la Unión Europea«).

Quali sono i requisiti per ottenere il «Certificato di registro come cittadino della Comunità Europea» (Carta Verde di Residente UE)?

Il “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea” puo’ essere richiesto da:

– Qualsiasi persona proveniente da uno Stato membro dell’Unione Europea o da un altro Stato aderente all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo ha il diritto di risiedere nel territorio dello Stato spagnolo per un periodo superiore a tre mesi se:

  • è un lavoratore dipendente in Spagna, o
  • è un lavoratore autonomo in Spagna, o
  • dispone di risorse sufficienti per sé e per i membri della sua famiglia, in modo da non diventare un peso per il sistema di assistenza sociale spagnolo durante il periodo di residenza. Inoltre, deve presentare un’assicurazione sanitaria pubblica o privata, stipulata in Spagna o in un altro Paese, che offra una copertura in Spagna durante il periodo di residenza equivalente a quella fornita dal Sistema Sanitario Nazionale. La valutazione della sufficienza delle risorse finanziarie sarà effettuata su base individuale e, in ogni caso, tenendo conto della situazione personale e familiare del richiedente. Sarà considerata una prova sufficiente per soddisfare questo requisito il possesso di risorse superiori all’importo stabilito annualmente dalla legge sul bilancio generale dello Stato per il diritto a ricevere una prestazione non contributiva, tenendo conto della situazione personale e familiare dell’interessato.
  • risulta studente e iscritto a un centro pubblico o privato riconosciuto o finanziato dall’amministrazione scolastica per gli studi o la formazione professionale, e disporre di un’assicurazione sanitaria pubblica o privata stipulata in Spagna o in un altro Paese che garantisca una copertura completa in Spagna e una dichiarazione responsabile di risorse sufficienti per sé e per i propri familiari, in modo da non diventare un peso per il sistema di assistenza sociale spagnolo durante il periodo di residenza, oppure
  • risulta familiare che accompagna o si ricongiunge a un cittadino dell’Unione o dello Spazio economico europeo, gia’ residente in Spagna, che soddisfi una delle condizioni di cui sopra. Il familiare può essere:

1.            Nel caso di un familiare dello studente, il suo coniuge o partner registrato o i figli dello studente e del suo coniuge o partner a carico.

2.            Negli altri casi, il coniuge o il partner registrato, i suoi discendenti diretti e i discendenti diretti del coniuge o del partner che non abbiano compiuto 21 anni o siano incapaci, o che abbiano compiuto tale età e vivano sotto la sua tutela, e gli ascendenti diretti di lui o del coniuge o del partner registrato che vivano sotto la sua tutela. Per familiari a carico si intendono i membri della famiglia il cui sostegno finanziario è fornito dall’individuo dell’UE e che necessitano di assistenza materiale per soddisfare le loro esigenze di base. Questa dipendenza deve esistere nel Paese d’origine.

– A seconda del caso:

  • Se si risulta occupati, si puo’ presentare uno dei seguenti documenti:

1.            Dichiarazione di assunzione o certificato di lavoro del datore di lavoro, comprendente almeno i dati relativi alla ragione sociale e all’indirizzo dell’azienda, il codice fiscale e il codice del conto contributivo.

2.            Contratto di lavoro registrato presso il Servizio pubblico per l’impiego, o la notifica del contratto e delle sue condizioni attraverso la piattaforma CONTRAT@.

3.            Documento di iscrizione o situazione analoga all’iscrizione al regime di previdenza sociale corrispondente o consenso alla verifica dei dati negli archivi della Tesoreria generale della previdenza sociale.

  • Se si e’ lavoratori autonomi si puo’ presentare uno dei seguenti documenti:

1.            Registrazione nel Censimento delle attività economiche.

2.            Giustificazione del vostro stabilimento attraverso l’iscrizione al Registro Mercantile.

3.            Documento di iscrizione o situazione analoga all’iscrizione nel corrispondente regime di Sicurezza Sociale, o consenso alla verifica dei dati negli archivi della Tesoreria Generale della Sicurezza Sociale o dell’Agenzia delle Entrate.

  • Se non si lavora in Spagna, è necessario presentare:

1.            Documentazione che attesti il possesso di un’assicurazione sanitaria pubblica o privata, stipulata in Spagna o in un altro Paese, purché offra una copertura in Spagna durante il periodo di residenza equivalente a quella fornita dal sistema sanitario nazionale. I pensionati soddisfano questo requisito presentando un certificato che attesti l’assistenza sanitaria fornita dallo Stato da cui ricevono la pensione.

2.            Documentazione che attesti la disponibilità di risorse sufficienti per sé e per i propri familiari durante il periodo di residenza in Spagna. Questo può essere accreditato con qualsiasi mezzo di prova legalmente accettato, come ad esempio atti di proprietà, assegni certificati, documentazione che attesti il reddito da capitale o carte di credito con certificazione bancaria che attesti il credito disponibile su tale carta.

  • Se si e’ studenti occorrera’ presentare:

1.            Iscrizione al centro educativo pubblico o privato, riconosciuto o finanziato dall’amministrazione scolastica competente.

2.            Documentazione che attesti l’esistenza di un’assicurazione sanitaria pubblica o privata. È possibile presentare la tessera europea di assicurazione malattia valida per il periodo di residenza e che dà diritto a ricevere le prestazioni sanitarie necessarie dal punto di vista medico, tenendo conto della natura e della durata delle prestazioni fornite.

3.            Dichiarazione di disporre di risorse sufficienti per sé e per i propri familiari durante il periodo di residenza in Spagna. La presentazione di una documentazione che attesti la partecipazione a un programma dell’Unione Europea che promuove lo scambio educativo per studenti e insegnanti sarà considerata sufficiente per soddisfare questi requisiti.

  • Se si e’ familiari di un cittadino dell’Unione, residente in Spagna, occorre presentare:

1.            Documentazione che attesti, se del caso, il legame familiare con la persona dell’Unione, debitamente legalizzata.

2.            Documentazione che attesti la dipendenza economica.

3.            Documentazione che attesti che il familiare avente diritto ha un lavoro dipendente o autonomo, o dispone di mezzi di sostentamento sufficienti e di un’assicurazione sanitaria, o è uno studente, dispone di mezzi sufficienti per sé e per i suoi familiari e ha un’assicurazione sanitaria. Nota importante: quando si presentano documenti provenienti da altri Paesi, questi devono essere tradotti in spagnolo o nella lingua co-ufficiale della comunità autonoma in cui si presenta la domanda e devono essere debitamente legalizzati o apostillati.

Principali differenze tra i certificati

– Scopo: il Certificato di non residenza è destinato alle persone che non sono residenti fiscali in Spagna e ha uno scopo principalmente fiscale, mentre il Certificato di registrazione di cittadino dell’Unione Europea è richiesto per accreditare la residenza legale dei cittadini dell’UE in Spagna e garantisce i diritti associati.

– Destinatari: Il Certificato di non residenza può essere richiesto da cittadini di qualsiasi nazionalità non residenti fiscalmente in Spagna, mentre il Certificato di registrazione di cittadino dell’Unione Europea è riservato esclusivamente ai cittadini degli Stati membri dell’UE, del SEE o della Svizzera.

– Come si ottiene: Per il Certificato di non residenza, è necessario presentare la corrispondente documentazione alle autorita’ di polizia (Policia Nacional). Il Certificato di registro di Cittadino dell’Unione Europea, invece, richiede la presentazione di vari documenti e formalità presso le autorità di immigrazione.

– Validità e diritti: Il Certificato di non residenza è valido solo per scopi fiscali specifici e non conferisce diritti di residenza in Spagna. Il Certificato di Registrazione di Cittadino dell’Unione Europea, invece, convalida la residenza legale e concede i relativi diritti ai cittadini dell’UE residenti in Spagna.

Entrambi i documenti non hanno scadenza e, se utilizzati dai cittadini dell’UE, consentono loro di iscriversi alla previdenza sociale e di lavorare.

Il NIE (Número de Identificación de Extranjero) è un numero unico assegnato agli stranieri in Spagna (Equiparabile al codice fiscale italiano), compresi i cittadini dell’UE, ed è riportato sia sul «Certificado de no residente» che sul «Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea«. Il Certificato di non residenza è un documento che viene richiesto quando una persona non intende risiedere in Spagna ma deve svolgere determinate procedure o attività nel Paese.

Per ottenere la «Asignación de NIE» (Número de Identificación de Extranjero) presso un commissariato della Policia Nacional in Spagna, è necessario soddisfare alcuni requisiti. Il NIE è un numero unico che viene assegnato agli stranieri, compresi i cittadini dell’UE, che devono svolgere procedure o attività specifiche nel Paese.

I motivi più comuni per richiedere il NIE sono il lavoro, lo studio, le transazioni finanziarie, l’acquisto di un immobile, la creazione di un’impresa o altre attività che richiedono l’identificazione fiscale in Spagna.

È importante notare che i requisiti possono variare leggermente a seconda della comunità autonoma in cui ci si trova e possono essere soggetti a modifiche legislative. Pertanto, è sempre consigliabile informarsi presso il commissariato di extranjeria (ufficio immigrazione) della Policia Nacional più vicino al proprio luogo di residenza per avere informazioni aggiornate e precise sui documenti e sui requisiti specifici da presentare nel proprio caso.

Domande frequenti sul NIE

Il NIE (Número de Identificación de Extranjero) è un numero unico assegnato agli stranieri in Spagna, ovvero alle persone straniere che per motivi familiari, economici, lavorativi, sociali, fiscali o amministrativi hanno bisogno di essere censiti dalla pubblica amministrazione: tale numero identificativo viene di solito generato e assegnato dalle autorità di polizia (Policia Nacional) spagnole, tuttavia può anche essere assegnato (Nel caso di cittadini extra-UE) dalla Delegacion de Gobierno oppure, nel caso fosse necessario identificare un contribuente straniero a fini fiscali, può anche essere rilasciato (In formato temporaneo, ovvero sotto forma di “NIF” temporaneo) dall’Agencia Tributaria spagnola.

Tralasciando il caso dei cittadini extra-UE, per i quali generalmente il NIE è sempre associato (Tranne casi particolari) a un permesso di residenza, il cui procedimento di richiesta e ottenimento e’ molto più complesso, ci riferiremo qui ai casi relativi ai cittadini provenienti da paese membri dell’Unione Europea.

Come detto sopra, il NIE e’ un acronimo che sta per “Número de Identificación de Extranjero”, ovvero è un numero unico e permanente che identifica un cittadino straniero in territorio spagnolo, e ha valenza nazionale, a prescindere dalla città/provincia in cui si trovi l’autorità di polizia (O il consolato spagnolo all’estero) che lo ha rilasciato.

Occorre innanzitutto tenere ben presente alcuni concetti al fine di dissipare completamente tante leggende metropolitane che, purtroppo, circolano molto online, soprattutto sulle reti sociali, e che non fanno altro che confondere ulteriormente coloro i quali si trovano in tale processo amministrativo (Ottenimento del NIE).

Innanzitutto il NIE e’, appunto, un numero, e identifica in modo univoco e PERMANENTE un cittadino straniero in Spagna: il NIE, una volta assegnato, non cambia mai e resta a vita. Dunque il NIE NON e’ un documento, ma un numero: tale numero, a sua volta, puo’ essere riportato su vari tipi di documento, a seconda dei motivi e della nazionalità del richiedente. Possiamo infatti trovare il NIE impresso su un visto apposto su un passaporto, su un permesso di residenza, una T.I.E., un “Certificado de no residente”, un “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea” un “ Certificado de residencia permanente de ciudadano de la Unión Europea”, un “Certificado de concordancia”, etc…

Ciò che può cambiare, dunque, e’ il documento di supporto sul quale il NIE e’ riportato: nel caso dei cittadini UE i documenti piu’ comuni rilasciati dalle autorità di polizia sono il “Certificado de no residente” (Che ha l’aspetto di un foglio di carta, bianco, formato A4, e che viene molto spesso – e impropriamente – chiamato “NIE bianco”) e il “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea” (Che ha l’aspetto di una tessera tascabile verde, di cartoncino, formato carta di credito, chiamato spesso – e impropriamente – “NIE verde”).

Dunque come abbiamo visto il NIE e’ un numero, dunque non un documento, e non ha colori, ciò che ha un aspetto visivo diverso (Appunto un foglio bianco o una tessera verde) e’ il documento sul quale il NIE e’ riportato.

Un’altra leggenda metropolitana molto diffusa riguarda una presunta scadenza dopo 3 mesi del “Certificado de no residente”: tale documento, in realtà, NON ha alcuna scadenza, come del resto tutti i certificati rilasciati dalle autorità ai cittadini dell’Unione Europea. Nessun tipo di documento/certificato rilasciato ai cittadini comunitari ha scadenza. In realtà fino a molti anni fa (Ma oramai ciò non avviene più da molto tempo) il “Certificado de no residente” riportava (E neanche in tutti i casi, ma in certe specifiche situazioni) in calce una dicitura secondo la quale il documento, appunto, veniva rilasciato con una validità di 3 mesi, e questo perché tale documento veniva inteso come una forma di identificare un cittadino straniero ma solo per una specifica operazione/procedimento da condurre con la pubblica amministrazione spagnola, appunto in qualità di “non residente” (Il caso tipico era quello di un cittadino francese, tedesco o italiano che acquistavano una proprietà in Spagna, e dunque avevano bisogno, a fini fiscali, di farsi identificare con un NIE. A operazione effettuata, dunque, il cittadino ritornava nel suo paese, non risiedendo abitualmente in Spagna. Stessa cosa avveniva, a volte, per l’acquisto di un bene registrato, di quote societarie o per l’apertura di un conto corrente). In molti casi la stessa dicitura veniva riportata (Quasi sempre) nel caso di un “Certificado de no residente” rilasciato da un consolato spagnolo all’estero. Dunque ciò che scadeva, in questo caso, era il documento fisico, ma NON il NIE, che restava assegnato a vita.

Per fortuna, nonostante questo avvenisse solo in pochi e specifici casi, e fino a molti anni fa, tale specifica di validità di 3 mesi del documento non viene più riportata (Solo in pochissimi casi viene ancora riportata nel caso di documenti rilasciati all’estero dai consolati spagnoli). Dunque un cittadino straniero in possesso di un “Certificado de no residente” NON dovrà temere una presunta (E inesistente) scadenza del documento, anche se trascorsi più di 3 mesi dal rilascio.

Un discorso simile va fatto per il “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea” (tessera verde da residente UE), ovvero il fatto che tale documento avrebbe una presunta scadenza trascorsi 5 anni dal rilascio: FALSO. Tale documento, così come il documento bianco da non residente, NON scade, e infatti (Come del resto il Certificado de no residente) non riporta alcuna data di scadenza. Ciò che in realtà il titolare può fare dopo 5 anni, e sempre che ne abbia i requisiti (Ma non perché il documento scada, piuttosto perché gli viene riconosciuta la facoltà di richiedere un documento differente), è richiedere un “ Certificado de residencia permanente de ciudadano de la Unión Europea”, chiamato “permanente” non perché gli altri certificati abbiano una scadenza, ma semplicemente perché un eventuale duplicato richiesto ad esempio in caso di smarrimento, furto o deterioro, non comporta da parte del richiedente l’obbligo di fornire alle autorità la documentazione richiesta ad esempio nel caso di un “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea” (Ad esempio per dimostrare la situazione lavorativa o economica), dato che appunto essendo permanente una volta rilasciato non richiede più l’obbligo di dimostrare la sussistenza dei requisiti richiesti per il rilascio del certificato di registro UE.

Dunque possiamo riassumere il tutto con questa frase: il NIE non scade, il NIE non ha colori, il NIE e’ permanente.

È possibile (Sempre avendone i requisiti, il cui possesso va dimostrato in modo documentale dinanzi alle autorità di polizia) sicuramente ottenere un “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea” dopo aver ottenuto un “Certificado de no residente” (Sarà però obbligatorio attendere almeno 3 mesi dal rilascio del primo documento) e, trascorso il periodo previsto dalla legge, e avendone naturalmente i requisiti, richiedere un “ Certificado de residencia permanente de ciudadano de la Unión Europea”: in nessuno dei casi il NIE, ovvero il numero identificativo, cambierà, il NIE resterà invariato, cambierà solo il tipo di documento di supporto.

Il caso più ricorrente è quello dello straniero che, appena arrivato in Spagna, ottiene un “Certificado de no residente” e poi, dopo 3 mesi e avendo un contratto di lavoro registrato e risultando in situazione “de alta laboral en la seguridad social”, puo’ richiedere un “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea”, e infine dopo 5 anni, e avendone sempre i requisiti, puo’ richiedere un “ Certificado de residencia permanente de ciudadano de la Unión Europea”.

Veniamo ora alla domanda fatidica, ovvero: Come si ottiene il NIE?

Tralasciando innanzitutto i rari e specifici casi in cui una “Asignación de NIE” può essere richiesta dal cittadino straniero nel suo paese di residenza, recandosi presso un consolato spagnolo, un “Certificado de no residente” (Il documento bianco chiamato volgarmente “NIE bianco”) deve essere richiesto di persona presso un ufficio stranieri di un commissariato della Policia Nacional spagnola della provincia in cui risiedono gli interessi sociali, lavorativi, economici o familiari del richiedente, oppure da una terza persona che agisca in qualità di rappresentante legale, mediante una procura notarile speciale, originale, rilasciata da un notaio spagnolo oppure, se rilasciata da un notaio straniero, corredata da traduzione giurata originale al castellano, assieme a un’Apostille.


Un “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea” (Tessera verde da residente UE, chiamata volgarmente “NIE verde”) può essere rilasciata esclusivamente presso un ufficio stranieri di un commissariato della Policia Nacional spagnola della provincia in cui risiedono gli interessi sociali, lavorativi, economici o familiari del richiedente, direttamente all’interessato, non essendoci la possibilità, in questo caso, di far recare un rappresentante munito di procura speciale notarile.

Quali sono i requisiti per ottenere il NIE? Anche in questo caso la risposta varia a seconda del tipo di documento richiesto (Un “Certificado de no residente” piuttosto che un “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea”). Come regola generale, il NIE viene assegnato quando per motivi familiari, sociali, economici, lavorativi, fiscali o amministrativi un cittadino straniero possa dimostrare (In modo documentale) la necessita che l’amministrazione spagnola lo identifichi assegnandogli un NIE. Nel caso di un acquisto di un immobile, ad esempio, si potrà dimostrare tale necessità utilizzando una scrittura privata (O atto notarile) di acquisto di una proprietà, oppure nel caso fosse necessario per richiedere l’apertura di un conto corrente (Anche se, in realtà, con la maggior parte delle banche spagnole NON occorre possedere un NIE per l’apertura di un conto corrente, di può benissimo richiedere l’apertura di un conto “Non residente” semplicemente utilizzando il proprio passaporto o carta di identità nazionale, anche se molte banche sono molto restie all’apertura di tale tipo di conto corrente) si può dimostrare la sussistenza dei requisiti mostrando la lettera emessa da un istituto di credito con la quale si chiede espressamente l’ottenimento del NIE al fine di procedere all’apertura di un conto corrente. Stessa cosa per l’acquisto di quote societarie, o per la costituzione di una società, si può utilizzare una scrittura privata o un atto notarile di acquisto.


Qualora l’assegnazione di un NIE fosse motivata dall’apertura di una partita IVA in Spagna (”Alta de autónomo”), si può spesso utilizzare una lettera preparata da un consulente fiscale o un commercialista operanti in Spagna con la quale il professionista manifesta la necessità che il suo cliente ottenga un NIE per poi procedere, a NIE ottenuto, alla registrazione del lavoratore autonomo presso l’Agencia Tributaria spagnola e la “Tesorería General de la Seguridad Social”).
Anche l’iscrizione presso un istituto educativo, una scuola o un’università’, costituisce uno dei motivi ricorrenti per l’assegnazione di un NIE: in questo caso un documento rilasciato dalla segreteria dell’istituto può servire al fine di giustificare presso le autorità competenti i motivi del rilascio del documento.

In altri casi il supporto documentale per giustificare il rilascio di altri tipi di certificati, ad esempio un “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea”, è molto più complesso e deve essere preparato in modo molto più accurato. Tralasciando altri casi che giustificano il rilascio di una tessera verde da residente comunitario, normalmente occorre dimostrare di avere un contratto di lavoro rilasciato da un’azienda spagnola la cui durata sia superiore a 3 mesi (dato che fino a 3 mesi è possibile firmare un contratto di lavoro senza NIE, ma solo con passaporto o carta di identità UE oltre, obbligatoriamente, a un NUSS, ovvero un Número de Seguridad Social – numero di registro presso la previdenza sociale spagnola), che tale contratto sia stato registrato, ovvero che l’assunzione sia stata formalizzata (Ovvero che sia stata realizzata un’”alta laboral” presso la Tesorería General de la Seguridad Social, e che le condizioni specificate nel contratto di lavoro rispecchino i parametri necessari per il rilascio di un “Certificado de registro”, ovvero quelli stabiliti dalle tabelle ministeriali e che, normalmente, vengono revisionati con cadenza annuale.

Vi sono altri casi in cui e’ possibile ottenere un “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea” anche senza avere un lavoro, ovvero ad esempio dimostrando di avere liquidità bancaria sufficiente (Stabilita ogni anno secondo le tabelle ministeriali dell’IPREM) oltre a una polizza sanitaria privata di tipo “SIN COPAGO”, ovvero con la massima copertura, oppure un documento S1 rilasciato dalle autorità sanitarie di un paese membro dell’Unione Europea (se non si ha un’assicurazione privata), oppure ancora se si e’ familiari (Coniuge, unione di fatto, figlio o fratello) di un cittadino dell’Unione Europea, già residente in Spagna e in possesso di un “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea” oltre che dei requisiti economici minimi necessari al mantenimento del familiare (Assistenza sanitaria completa e liquidità bancaria minima) oppure, in mancanza di questi, dimostrando di essere un lavoratore regolarmente registrato presso la seguridad social spagnola.


A parte i requisiti dimostrabili in modo documentale, a seconda del certificato richiesto (Un “Certificado de no residente” piuttosto che un “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea”, o un “Certificado permanente”) occorre pagare una tassa ministeriale da Eur 9,84 o Eur 12 (Importi aggiornati al 06/08/2023) e recarsi presso l’ufficio stranieri del commissariato della Policia Nacional della provincia spagnola di riferimento solo su appuntamento, ovvero esclusivamente avendo ottenuto una “cita previa”.

Occorre tener presente che, oltre alle linee guida tecniche identiche, su scala nazionale, per il rilascio dei documenti di cui stiamo trattando, vi possono essere alcune differenze e/o requisiti aggiuntivi che alcuni commissariati di polizia possono richiedere: è il caso, ad esempio, di alcuni commissariati di polizia dove, per il rilascio di un “Certificado de registro”, potrebbero essere richiesti anche un “Certificado de empadronamiento”, oppure una registrazione del contratto di lavoro di almeno 3 mesi. D’altra parte, è anche possibile che in alcuni commissariati di polizia possano essere molto meno severi i requisiti per il rilascio di alcuni certificati, così come i funzionari di turno potrebbero essere molto meno severi qualora il richiedente si presenti senza aver ottenuto prima una “Cita previa”, ovvero un appuntamento (In realtà tale requisito e’ indispensabile ovunque, tuttavia in certi casi di urgenza dimostrabile i funzionari di polizia potrebbero consentire, sempre che il fatto non sia un impedimento per altri utenti o per il normale funzionamento dell’ufficio, l’entrata del richiedente pur se non in possesso del documento di prenotazione dell’appuntamento. Questa, comunque, e’ un’eventualità estremamente rara e che molto difficilmente avviene).


Il procedimento per l’ottenimento di un appuntamento presso un commissariato per “Asignación de NIE” o per un “Certificado de registro” va necessariamente richiesto presso un commissariato della provincia in cui si risiede (Barcellona, Madrid, Valencia, Malaga, Canarie, Baleari, etc..) richiede spesso molta pazienza, in quanto la disponibilità di turni liberi dipende dalla singola programmazione giornaliera e settimanale di un commissariato di polizia, e può richiedere in certi casi vari giorni.


Un coniglio per non avere nessun tipo di problema quando ci si reca presso un ufficio stranieri della Policia Nacional e’ quello di prenotare, sempre, un appuntamento per il procedimento specifico per il quale ci si recherà in commissariato, ovvero un appuntamento per “Asignación de NIE” se si desidera richiedere un “Certificado de no residente” , e un appuntamento per “Certificado de registro” o “Certificados UE” se occorre richiedere un “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea”. A volte in alcune province potresti trovare l’opzione “Asignación de NIE – ciudadanos comunitarios” assieme a quella “Asignación de NIE – ciudadanos no comunitarios”


Abbiamo finalmente ottenuto il NIE (“Certificado de no residente” oppure un “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea”): cosa occorre sapere adesso? Innanzitutto non sarai tenuto a portare il documento con te, essendo anzi questo sconsigliabile dato che in caso di perdita, furto o deterioro occorrerebbe presentare un denuncia in polizia, oltre a dover ripetere la procedura in commissariato per ottenere nuovamente il documento. Sia il documento bianco che la tessera verde, poi, non valgono come documento di identità, infatti qualunque amministrazione spagnola accetterà il vostro NIE, sia esso in formato “Certificado de no residente” che “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea”, solo se accompagnato da un documento di identità originale e valido (carta di identità nazionale o passaporto).
Consigliamo sempre di provvedere a conservare fotocopie e copie scannerizzate dei vostri documenti rilasciati dalla Policia Nacional.

Occorre anche tener presente che, normalmente, il vostro NIE non risulterà negli archivi della pubblica amministrazione spagnola (A meno che non vi interfacciate prima con gli uffici pubblici, ad esempio per via della registrazione di un contratto di lavoro o per il pagamento di una multa) finché non venga richiesto espressamente (da voi stessi o tramite un consulente fiscale autorizzato) di registrarlo (A volte ci si riferisce a questo procedimento, impropriamente,  come all’”Attivazione del NIE”) nell’anagrafe centrale, ovvero il “censo”, dell’Agencia Tributaria, mediante la presentazione del “Modelo 030”.

Ho il NIE e l’ho registrato nell’anagrafe fiscale nazionale: cosa posso fare ora? Il tuo NIE a questo punto risulta negli archivi centrali, e può essere utilizzato per tutti i fini per i quali un NIE viene richiesto a un cittadino straniero. 

Perché e’ molto importante la presentazione del Modello fiscale 030?

Hai appena ottenuto il tuo NIE (O un NIF) e provi a chiedere un appuntamento “Cita previa” nella piattaforma online dell’Agencia tributaria Spagnola (AEAT) o provi a effettuare un qualunque altri tipo di procedimento fiscale, direttamente in un ufficio dell’Agencia Tributaria o online e……SORPRESA! Non risulti censito nell’’archivio dei contribuenti dell’Agencia Tributaria. Tale situazione può risultare molto frustrante, oltre che estremamente inopportuna soprattutto quando ci si trovi a dover realizzare alcuni procedimenti con la pubblica amministrazione tributaria e non solo (Ad esempio attivazione di un “Certificado Digital”, presentazione della dichiarazione dei redditi, registrazione come lavoratore autonomo e in tanti altri casi).

Anche le entità bancarie hanno bisogno che il tuo DNI o NIE risultino registrati nell’archivio centrale dell’Agencia Tributaria per poter procedere all’apertura di un conto corrente

Ritrovarsi registrato nel censo dell’Agencia Tributaria spagnola e’ un fatto scontato per professionisti, autonomi o soci di entità giuridiche; tuttavia anche una persona fisica che non svolga alcuna attività deve procedere a registrarsi nell’archivio centrale dell’Agencia Tributaria. Oltre ad essere un obbligo per ogni contribuente, la registrazione nel censo permette poi ottenere certificati e utilizzare i servizi elettronici messi a disposizione dall’amministrazione tributaria.

Ho appena ottenuto il NIE, cosa devo fare ora?

Al fine di censirsi presso l’Agencia Tributaria occorre presentare il Modello 030: il Modello 030 viene utilizzato per richiedere l’iscrizione nel Censimento tributario dei contribuenti per le persone che non svolgono attività di alcun tipo (commerciali o professionali) e non sono soggetti al pagamento verso terzi di redditi soggetti a ritenuta di acconto (IRPF). Lo stesso modello fiscale viene utilizzato anche per richiedere il NIF quando non si dispone di un D.N.I. (Ovvero di una carta di identità spagnola) o di un NIE.

Le persone che non esercitano un’attività lavorativa sono comunque tenuti a presentare il modello 030 per comunicare un cambio di domicilio fiscale, modificare i dati personali (stato civile, identificazione del coniuge), indicare un cambio di indirizzo o richiedere le cosiddette  “etichette di identificazione”.

IMPORTANTE! La mancata comunicazione del cambio di indirizzo alle autorità fiscali può comportare sanzioni. La sanzione per la mancata comunicazione del cambio di indirizzo fiscale può arrivare fino a 100 euro.

Il modello  030 può essere presentato online nella sede electronica dell’AEAT, di persona presso gli uffici dell’AEAT o telefonicamente, nel caso in cui occorre comunicare un cambio di indirizzo fiscale. Può anche essere inviato tramite posta ordinaria all’ufficio di gestione della delegazione corrispondente dell’Agencia Tributaria della provincia in cui si risiede. La presentazione telematica richiede un sistema di identificazione valido: carta d’identità elettronica, certificato elettronico (“Certificado Digital”), PIN24H.

Come parte del procedimento di ottenimento del NIE, sia esso in formato Certificado de no residente” che “Certificado de registro de ciudadano de la Union Europea”, BarcelonaGlobalService procede sempre e immediatamente, come primo passo prima di ogni altro procedimento, alla registrazione del NIE del Cliente nell’archivio dell’Agencia Tributaria mediante la presentazione del modello 030.

Cos’e’ l’”empadronamiento”?

Molte persone in procinto di trasferirsi in Spagna avranno sentito parlare dell’”empadronamiento”: di cosa si tratta?

Empadronarse” significa registrarsi nel “padron de habitantes” del municipio spagnolo in cui si vive o vivrà di forma abituale e stabile, al fine di informare ufficialmente le autorità del nostro domicilio. Si raccomanda di realizzare questo adempimento al più presto.

In molti casi il procedimento di empadronamiento e’ richiesto per altre pratiche con la pubblica amministrazione spagnola, ad esempio per richiedere permessi di residenza, per richiedere alcuni sussidi al governo, per l’iscrizione dei figli in una scuola o per pratiche relative all’assistenza sanitaria  (Ad esempio richiesta tessera sanitaria della comunità autonoma in cui si vive.

Normalmente (Con alcune differenze a seconda del municipio spagnolo) si può realizzare l’empadronamiento in due modi: di persona o telematicamente. Ad esempio il comune di Valencia e di Barcellona consentono (Al 30 di Agosto 2023) di realizzarlo sia elettronicamente che di persona, mentre il comune di Madrid permette realizzare l’empadronamiento esclusivamente di persona.

Ai fini della richiesta di empadronamiento non e’ assolutamente necessario che ci si trovi legalmente in Spagna, ne’ avere già un NIE, l’importante e’ disporre di alcuni requisiti/documenti che, tranne alcune piccole differenze a seconda del municipio, sono:

  • Un contratto di affitto a proprio nome, la cui durata sia almeno 3 mesi, firmato per risiedere nel comune in cui si richiede l’iscrizione nel “padron municipal”
  • Copie delle ultime bollette di acqua, elettricità o gas
  • Copia della ricevuta di bonifico/ricevuta di pagamento dell’ultima mensilità di affitto, e/o di qualunque altro importo (Ad esempio per il versamento di una caparra) alla proprietà dell’appartamento
  • Qualora non si disponesse di contratto di affitto, si potrà utilizzare un’autorizzazione scritta firmata dal proprietario dell’appartamento o da altro inquilino, legalmente autorizzato a risiedere nello stesso appartamento, in quanto “empadronado” a sua volta o munito di contratto di affitto la cui durata sia almeno 3 mesi
  • Nel caso di familiari potranno essere richiesti documenti ufficiali che dimostrino il grado di parentela del familiare che si intende registrare (Esempio: certificato di nascita o documento che dimostri che si e’ tutori legali di un minorenne, certificato di matrimonio, certificato di coppia di fatto, etc…)

Si potra’ ottenere un “volante de empadronamiento” o di un “certificado de empadronamiento” che sono due documenti che hanno valore legale distinto.

La richiesta di empadronamiento puo’ esser fatta da un rappresentante debitamente autorizzato dal richiedente.

L’utilita’ del Certificato Digitale spagnolo

Interfacciarsi con la pubblica amministrazione, soprattutto quando occorre interagire con funzionari in persona, chiedere appuntamenti presso gli uffici pubblici di riferimento e dover fisicamente recarsi di persona presso sedi pubbliche, puo’ spesso risultare frustrante, oltre che molto poco efficiente in termini di tempi, procedimento e, soprattutto, estremamente scomodo per chi magari vive in una grande citta’ e non puo’ dedicare ore o giornate intere per adempimenti burocratici che potrebbero benissimo essere realizzati con strumenti tecnologici.

L’utilizzo di un “Certificato Digitale” (Chiamato anche “Certificato Elettronico”, o “Firma Digital”) risulta estremamente utile in Spagna, dato che la pubblica amministrazione spagnola da’ la possibilita’ di realizzare praticamente qualunque tipo di procedimento, in modo completamente telematico e immediato, a qualunque livello (Comunale, regionale, comunita’ autonoma o nazionale). BarcelonaGlobalService consiglia sempre vivamente ai suoi clienti l’attivazione e l’installazione di tale strumento, dato che sara’ estremamente utile, in futuro, per i seguenti procedimenti (E non solo):

  • Generare e scaricare certificati dalla sede elettronica della Seguridad Social che serviranno, poi, per giustificare in un commissariato della Policia Nacional il rilascio di un “Certificado de registro de ciudadano de la Union Europea
  • Richiedere telematicamente al proprio municipio di riferimento la registrazione del proprio domicilio, ovvero l’”empadronamiento
  • Ottenere il NUSS, ovvero il “Numero de Seguridad Social
  • Realizzare la registrazione di una partita IVA in Spagna, ovvero un’ “alta de autonomo”
  • Realizzare qualunque tipo di presentazione di modelli di imposte, dichiarazioni dei redditi, pagamento multe
  • Realizzare pratiche online con la DGT (“Direccion General de Trafico”)
  • Realizzare pratiche con il SEPE (Servicio Publico de Empleo)

Il “Certificato Digitale” e’ adottato in tutti gli stati membri dell’Unione Europea, solo a titolo di esempio lo strumento corrispondente in Francia e’ rilasciato dalla “Imprimerie Nationale”, dall’” Agence Nationale des Titres Sécurisés”, “Le Group La Poste”, in Italia e’ conosciuto come “SPID” e puo’ essere rilasciato da “Poste Italiane S.p.A.”, “Aruba”, “Infocert”, in Germania da “Deutsche Post AG”, “1&1 De-Mail GmBH”, “Deutsche Telekom AG”, “D-Trust GmBH” e tanti altri.

Anche in Spagna vi sono molti enti autorizzati al rilascio di un “Certificato Digital”, tra questi vi sono la FNMT (Fábrica Nacional de Moneda y Timbre – Real Casa de la Moneda), AC Camerfirma S.A., Fábrica Nacional de Moneda y Timbre – Real Casa de la Moneda, Consorci Administració Oberta de Catalunya – CAOC, ANF AUTORIDAD DE CERTIFICACIÓN ASOCIACIÓN ANF AC e tanti altri.

Oltre all’accesso per poter consultare e modificare i propri dati personali presso i suddetti siti, il certificado digital consente altresi’ la firma digitale di documenti della pubblica amministrazione, la presentazione di memorie, documenti, scritti, ricorsi, pagamenti di imposte e tasse sia locali che nazionali. Esso permette, tra i vari utilizzi, la gestione di qualunque procedimento amministrativo relativo a multe e sanzioni, ricorsi amministrativi, partecipazione a gare di appalto, disoccupazione, prestazioni di qualunque tipo della Seguridad Social, presentazione di ricorsi e richieste di dilazioni di pagamento per procedimenti sanzionatori dell’Agencia Tributaria. Oltre a tutto cio’, il certificado digital puo’ essere utilizzato per accedere a piattaforme di collegamento con la pubblica amministrazione che consentono l’invio di qualunque tipo di comunicazione in modo certificato, e ottenendo immediatamente una ricevuta di ricezione (Nonche’ dando la possibilita’ di poter seguire l’iter amministrativo del procedimento al quale si riferisce la comunicazione), dando validita’ giuridica alla comunicazione inviata, come se si trattasse di una raccomandata con avviso di ritorno (O “Burofax”) o la PEC italiana (Posta Elettronica Certificata). BarcelonaGlobalService utilizza costantemente questo strumento per effettuare molte pratiche, e consiglia vivamente ai propri clienti l’utilizzo di questo prezioso sistema che consente di poter effettuare comodamente da casa, in remoto, tantissime pratiche che richiederebbero la richiesta di appuntamenti (Cita previa), recarsi di persona presso un ufficio pubblico, fare lunghe attese e, comunque, ricevendo in cambio comunque conferme e documenti cartacei, e rallentando ulteriormente le pratiche da realizzare.

Il procedimento di verifica, attivazione e installazione di un “Certificato Digitale” in Spagna avviene attraverso diverse fasi, e come condizione indispensabile vi e’ possedere gia’ un NIE o un DNI spagnolo (carta d’identita’ spagnola):

  • Registrazione del NIE o del DNI appena ottenuti nel database dell’AEAT (Agencia Tributaria) al fine di rendere il documento disponibile nell’archivio tributario centrale, mediante la presentazione di un “Modelo 030” (BarcelonaGlobalService puo’ procedere a presentare il “Modelo 030” in pochi minuti al fine di registrare il tuo NIE o DNI spagnolo)
  • Generazione di un codice di attivazione
  • Prenotazione di un appuntamento “Cita previa” presso la sede piu’ vicina dell’AEAT (Agencia Tributaria)
  • Verifica di persona della propria identita’ dinanzi al funzionario dell’Agencia Tributaria utilizzando il proprio NIE, documento di identita’ e codice di attivazione
  • Ottenimento del Certificato Digitale dalla piattaforma e successiva installazione

Il procedimento sopra descritto richiede la verifica presenziale della propria identita’ presso un ufficio dell’Agencia Tributaria, tuttavia grazie al fatto che BarcelonaGlobalService e’ accreditata come OVP (“Oficina de Verificacion Presencial”) con l’ANF (Autoridad de Certificacion), possiamo attivare ed emettere certificati digitali senza la necessita’ che il cliente si rechi presso un ufficio dell’Agencia Tributaria.

Lavoro

E’ finalmente arrivato il tanto agognato momento in cui un’azienda spagnola ha deciso di assumerti, o il passo coraggioso di voler intraprendere un’attivita’ propria in Spagna come lavoratore autonomo. Cosa occorre sapere?

Sarà sicuramente capitato a tutti gli espatriati appena arrivati in Spagna (o durante il loro trasferimento per motivi lavorativi) di imbattersi in offerte di lavoro da parte di aziende spagnole che subordinavano tassativamente l’assunzione alla presentazione del NIE da parte del candidato. Dunque la domanda alla quale risponderemo e’: E’ necessario il NIE per lavorare in Spagna?

La risposta a questa domanda (Una delle più frequenti che potrete trovare sui vari forum e nelle varie pagine di stranieri in Spagna) e’ comunque da precisare in un certo contesto.

Innanzitutto occorre tenere presente se un’azienda spagnola vuole procedere all’assunzione di un lavoratore extracomunitario o comunitario: nel primo caso occorrerà che il lavoratore abbia a disposizione il suo NIE associato a un permesso di residenza spagnolo che lo autorizzi a lavorare. Nel caso di un cittadino di un paese membro dell’Unione Europea, invece, un’azienda spagnola può benissimo procedere a registrare un’assunzione solo (E obbligatoriamente) mediante la presentazione del NUSS, ovvero del Numero de Seguridad Social, da parte del futuro impiegato.

Occorre infatti sfatare la leggenda metropolitana secondo la quale non sia possibile firmare (E registrare) un contratto di lavoro in Spagna, per un cittadino dell’Unione Europea sprovvisto di NIE: questi, infatti, può benissimo farsi registrare un’assunzione (Che l’azienda dovrà procedere a comunicare sia alla Tesorería General de la Seguridad Social – TGSS -, ovvero l’ente previdenziale spagnolo,  che al SEPE, ovvero il servizio pubblico spagnolo per l’impiego) semplicemente utilizzando il suo documento di identità in vigore (Passaporto o carta di identità di un paese membro dell’Unione Europea) e, obbligatoriamente, il suo NUSS, ovvero il Numero de Seguridad Social. Dunque per un cittadino dell’Unione Europea in Spagna e’ assolutamente possibile ottenere un Numero de Seguridad Social, così come farsi registrare un contratto di lavoro anche se ancora sprovvisti di NIE: occorre tenere presente, inoltre, che fino a tre mesi di rapporto lavorativo un lavoratore straniero (Comunitario) non ha bisogno affatto di avere il NIE. Oltre i tre mesi di lavoro, tuttavia, il lavoratore sarà obbligato a comunicare il NIE alle autorità (Ovvero alla Tesoreria General de la Seguridad Social e al SEPE).

Perché allora molte aziende spagnole non assumono un lavoratore comunitario, anche se in possesso di un Numero de Seguridad Social, se non ha ancora il NIE assegnato? I motivi possono essere diversi, tuttavia quello forse più comune e’ dovuto al fatto che un’azienda che effettui un’assunzione telematicamente solo con un passaporto o una carta di identità comunitaria, utilizzando le piattaforme digitali “CASIA” (Per la Seguridad Social) e “Contrat@” (Per il SEPE) e’ tenuta, poi, a comunicare comunque entro tre mesi il NIE del lavoratore alla Tesorería General de la Seguridad Social da un lato, e dall’altro a mandare fisicamente un autorizzato (O lo stesso lavoratore) presso l’ufficio corrispondente del SEPE, dato che questo organismo ha provveduto a registrare il lavoratore (Cittadino UE) utilizzando un codice provvisorio (Che va sostituito con il NIE).

Come spesso accade nei meandri della burocrazia spagnola (E non solo spagnola) quando si parla di questo tema, ovvero di un’assunzione senza NIE per un cittadino UE, ci si imbatte in un circolo vizioso che, spesso, le autorità generano creando un forte disagio sia per il lavoratore che per l’azienda. Molti commissariati di polizia rilasciano un NIE (Sia esso in formato “Certificado de no residente”, ovvero documento bianco, che “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea”, ovvero tessera verde da residente UE) solo se in possesso di un contratto di lavoro registrato presso la seguridad social e il SEPE, ma l’azienda non e’ disposta a effettuare un’assunzione se non si e’ già in possesso del NIE.

Come posso uscire da questa situazione? Hai ricevuto un’assunzione e ottenuto il NIE, e devi ora comunicarlo alla Tesoreria General de la Seguridad Social? Hai bisogno di ottenere un Numero de Seguridad Social, ma non hai ancora il NIE? Hai bisogno semplicemente del NIE ma non hai ancora un contratto di lavoro registrato, e un’azienda spagnola ha richiesto espressamente da parte tua la presentazione di NIE e NUSS per poter cominciare a lavorare?

Hai un documento di identità comunitario, non hai ancora NIE ne’ NUSS (Numero de Seguridad Social) e hai urgenza di farti assumere da un’azienda spagnola? L’azienda non può però assumerti senza NIE e NUSS e non sai come fare? Abbiamo la soluzione per te!

Molti non sanno che per assumere un lavoratore comunitario in Spagna non e’ indispensabile, nell’ immediato (Serve entro 3 mesi dall’assunzione) il NIE, e che esiste un sistema tecnico per sostituirlo ai fini dell’assunzione.

Maggiori info: https://barcelonaglobalservice.com/2023/11/28/lavorare-in-spagna-e-necessario-il-nie/

In modo completamente telematico, a distanza e in circa una settimana possiamo farti avere (Anche  prima della tua partenza) il NUSS (Numero de Seguridad Social) e il codice provvisorio sostitutivo rilasciato dall’ufficio per l’impiego locale. Si tratta di un codice con iniziale “U” (Rilasciato esclusivamente a lavoratori dell’Unione Europea) mediante il quale un’azienda spagnola può immediatamente procedere a registrare un contratto di lavoro e un’assunzione presso la previdenza sociale spagnola e nel SEPE (Ente per l’impiego): tale codice e provvisorio e sostituisce il NIE per il periodo di tre mesi, in modo che potrai subito cominciare a lavorare e poi, con calma (Avendo a disposizione appunto 3 mesi), preoccuparti del NIE quando già sarai insediato nella tua città spagnola

Geniale, vero?

Questo e’ uno dei tanti servizi innvovativi offerti da BarcelonaGlobalService!

Ottenimento rapido del CODICE SOSTITUTIVO PROVVISORIO (Sostituisce per 3 mesi il NIE)+NUSS (Numero de Seguridad Social)

Se comincerai a lavorare a breve in Spagna (E magari non ti sei ancora trasferito) non hai ancora NIE e NUSS e hai urgenza di farti assumere ti faremo avere in una settimana circa, e soprattutto telematicamente (Senza che la tua presenza fisica sia richiesta), il codice sostitutivo provvisorio e il NUSS. Quando otterrai poi il NIE (Avrai tre mesi massimo dal momento in cui verrai assunto) ci preoccuperemo noi di comunicarlo all’amministrazione spagnola.

Che cos’è l’Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPF)?

L’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPF) è un’imposta pagata dalle persone fisiche residenti in Spagna o dai contribuenti sui loro redditi ottenuti durante un anno solare. È un’imposta basata sui principi di progressività, generalità e capacità economica.

L’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche è una somma di denaro che l’Agenzia delle Entrate accantona dal nostro stipendio o da altri redditi in previsione di quanto dovremo versare in seguito a questo stesso ente al momento della dichiarazione dei redditi. Si tratta quindi di un anticipo che tutti i cittadini spagnoli versano all’Agenzia delle Entrate come misura preventiva.

Le ritenute sono una delle formule utilizzate dallo Stato per finanziarsi, che richiede questo anticipo per garantire che tutti noi adempiamo a una parte dei nostri obblighi. I contribuenti IRPF sono le persone fisiche che hanno la loro residenza abituale nel territorio spagnolo o quelle che hanno la loro residenza abituale all’estero presso una missione diplomatica, uffici consolari e istituti all’estero.

Come funziona il contributo previdenziale dell’azienda?

Le imprese hanno l’obbligo di garantire la tutela del lavoro ai propri dipendenti. Per questo motivo, la previdenza sociale e l’azienda sono due concetti che vanno sempre di pari passo.

Secondo la stessa Previdenza Sociale, il contributo previdenziale aziendale è definito come l’azione con cui le parti obbligate (in questo caso l’azienda) contribuiscono con risorse economiche al sistema di Previdenza Sociale in virtù del loro inserimento nel sistema, in virtù dello svolgimento di un’attività lavorativa.

Gli elementi fondamentali del contributo sono: la base, l’aliquota (%) e il contributo risultante.

La base contributiva di un lavoratore dipendente è costituita dalla retribuzione complessiva, indipendentemente dalla sua forma o denominazione, che il lavoratore ha diritto a percepire mensilmente, o che effettivamente percepisce se questa è superiore, per il lavoro svolto come dipendente, fermo restando il massimale della base contributiva. I pagamenti dovuti per un periodo superiore a quello mensile (compresi i pagamenti speciali) saranno ripartiti sui 12 mesi dell’anno.

Da gennaio 2014, la base contributiva include molte formule di retribuzione in natura che in precedenza non erano incluse, come ad esempio i contributi del datore di lavoro a favore del lavoratore a piani pensionistici aziendali e altri sistemi di previdenza sociale in cui i contributi/premi sono imputati al lavoratore, i premi pagati per l’assicurazione collettiva sulla vita, l’assicurazione sanitaria collettiva e altri benefit come biglietti/tessere per ristoranti, asili nido, tessere per il trasporto pubblico collettivo, uso privato di veicoli aziendali.

Importazione ed esportazione dei contributi previdenziali tra i Paesi dell’UE con il modulo U1

Tra i numerosi accordi e strumenti a sostegno della mobilità del lavoro all’interno dell’UE, il modello U1 svolge un ruolo importante nell’importazione e nell’esportazione dei contributi previdenziali.

Che cosa sono i contributi di previdenza sociale?

I contributi di previdenza sociale rappresentano i versamenti dei lavoratori e dei loro datori di lavoro al sistema di previdenza  sociale.

Questi versamenti sono utilizzati per finanziare una serie di prestazioni, tra cui pensioni, assistenza sanitaria e indennità di disoccupazione.

La flessibilità di questi contributi è essenziale per i lavoratori migranti all’interno dell’UE, in quanto consente loro di ricevere i benefici derivanti dal loro lavoro nei diversi Paesi in cui hanno lavorato.

Circolazione dei lavoratori all’interno dell’UE

L’Unione Europea promuove la libera circolazione dei lavoratori tra gli Stati membri.

Ciò significa che i cittadini dell’UE possono cercare lavoro, lavorare e risiedere in qualsiasi altro Stato membro senza restrizioni.

Questo movimento è reso possibile da una serie di accordi e regolamenti che garantiscono il rispetto dei diritti di sicurezza sociale dei lavoratori durante e dopo il periodo di lavoro all’estero.

Modello U1:

Importanza e utilizzo

Il modulo U1 è uno strumento importante per il trasferimento dei contributi previdenziali nell’UE.

Questo documento certifica il periodo di assicurazione o di occupazione in un determinato Stato membro.

Ogni Stato membro dell’UE deve rilasciare questo certificato ai lavoratori al termine del loro periodo di lavoro.

I lavoratori possono quindi utilizzare il modulo U1 per dimostrare il periodo di accumulo della sicurezza sociale in un Paese quando richiedono prestazioni di sicurezza sociale in un altro Stato membro.

Il modulo U1 è rilasciato dall’agenzia di servizi pubblici per l’impiego (o equivalente) dell’ultimo Paese in cui la persona ha versato i contributi, tecnicamente noto come PD U1 (Portable Document U1).

Se il documento deve essere presentato a un’istituzione spagnola, il periodo di riferimento registrato sul modulo è di 6 anni.

I Paesi che emettono e riconoscono l’U1 sono i Paesi dell’Unione Europea (UE) (Germania, Belgio, Croazia, Danimarca, Spagna, Francia, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito (prima della Brexit), Svezia, Bulgaria, Slovacchia, Estonia, Grecia, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Austria, Cipro, Slovenia, Finlandia, Ungheria, Italia, Lituania, Portogallo e Romania) e altri Paesi dello Spazio Economico Europeo (SEE), ovvero i Paesi sopra citati più Islanda, Liechtenstein e Norvegia.

A cosa serve e per chi?

Persone che hanno lavorato nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo e desiderano ricevere l’indennità di disoccupazione in un altro Paese dell’UE.

In quali due casi è richiesto il modulo U1?

1.

Il modulo U1 quando si lascia la Spagna per un Paese europeo.

2.

Il modulo U1 quando si rientra in Spagna da un Paese europeo.

Ad esempio, se un lavoratore spagnolo si reca in Portogallo per cercare lavoro e in Spagna ha un’indennità di disoccupazione non utilizzata, che gli dà diritto all’indennità di disoccupazione, può fare due cose

1) Esportare le sue indennità di disoccupazione, cioè chiedere alla SEPE (INEM) di pagargli tre o al massimo sei mesi di indennità di disoccupazione mentre si trova nei Paesi Bassi in cerca di lavoro.

2) Se trovate un lavoro in uno Stato membro dell’UE e siete disoccupati, con il documento U1 sarete in grado di dimostrare i contributi che non avete guadagnato in Spagna per richiedere l’indennità di disoccupazione all’ufficio di collocamento locale (ad esempio, Francia o Germania).

Pertanto, è necessario portare con sé il documento U1 dalla Spagna prima di iniziare il viaggio.

Allo stesso modo, se un lavoratore spagnolo ha versato i contributi in un Paese europeo, al momento di lasciare quel Paese (per andare in un altro Paese o per tornare in Spagna) deve richiedere il modulo U1 in quel Paese per dimostrare l’orario di lavoro e i contributi versati.

Questa raccomandazione viene fatta dalle agenzie di collocamento delle ambasciate spagnole in Europa.

Ad esempio, se avete lavorato nei Paesi Bassi e intendete tornare in Spagna, dovrete richiedere il documento U1 all’agenzia di collocamento olandese prima di partire.

Esempio:

Marco ha lavorato per due anni nei Paesi Bassi come addetto alla logistica e sta per tornare in Spagna.

Con il modulo U1, il servizio pubblico di collocamento olandese certifica i suoi contributi accumulati in modo che Marco possa richiedere l’indennità di disoccupazione in Spagna.

Questo documento funge da passaporto europeo per i contributi accumulati da ogni persona attiva.

Marco deve richiederlo alle autorità del Paese in cui lavora e presentarlo alle autorità del Paese in cui vuole richiedere l’indennità di disoccupazione.

– Se rientra in Spagna da un Paese europeo. Allo stesso modo, se un lavoratore spagnolo ha versato i contributi in un Paese europeo, al momento della partenza (per andare in un altro Paese o per tornare in Spagna) deve richiedere il modulo U1 in quel Paese per dimostrare il tempo trascorso a lavorare e i contributi versati.

– Se si lascia la Spagna per un paese europeo. Se vi trasferite per cercare lavoro e avete contributi di disoccupazione non versati in Spagna, che vi danno diritto alle prestazioni, sono possibili due situazioni:

– Esportazione dell’indennità di disoccupazione, che prevede che la SEPE (INEM) paghi l’indennità per un minimo di 3 e un massimo di 6 mesi, mentre si è alla ricerca di un lavoro (in questo caso è necessario presentare anche una domanda U2).

– Se trovate lavoro in un altro Paese dell’UE e siete poi disoccupati, potete usare il documento U1 per dimostrare i contributi che non avete guadagnato in Spagna, per avere diritto all’indennità di disoccupazione in questo Paese. Pertanto, è necessario portare con sé il documento U1 dalla Spagna prima della partenza.

Come funziona il modello U1?

Modulo di richiesta U1:

I lavoratori che hanno completato il loro periodo di lavoro in uno Stato membro dell’UE richiedono il modulo U1 all’autorità competente di quel Paese.

Rilascio del modulo U1:

 Una volta ricevuta la richiesta, le autorità rilasciano il modulo U1. Questo certificato contiene i dati di contatto del lavoratore, il periodo di copertura e i contributi previdenziali versati nel Paese.

Utilizzo del modulo U1:

Il lavoratore può quindi presentare il modulo U1 all’autorità di sicurezza sociale del Paese in cui risiede o richiede le prestazioni. Questo certificato consente di tenere conto dei periodi di lavoro precedentemente svolti in un altro Paese dell’UE.

Calcolo delle prestazioni:

L’ente di previdenza sociale del Paese in cui il lavoratore risiede utilizza il modulo U1 per calcolare le prestazioni di previdenza sociale a cui il lavoratore ha diritto. In questo modo si garantisce che il tempo di lavoro trascorso all’estero sia pienamente riconosciuto.

Pagamento delle prestazioni:

Una volta calcolate, le prestazioni di sicurezza sociale saranno versate al lavoratore tenendo conto del periodo di lavoro svolto sia nel Paese di residenza che in altri Paesi dell’UE.

Il modello U1 è uno strumento importante per facilitare la flessibilità dei contributi previdenziali dei lavoratori nell’UE.

Consentendo il riconoscimento dei periodi di sicurezza sociale tra gli Stati membri, il modello U1 contribuisce a garantire che i lavoratori possano accedere alle prestazioni di sicurezza sociale cui hanno diritto, indipendentemente dal Paese dell’UE in cui vivono.

Questo processo è un esempio concreto di come l’UE promuove la libera circolazione dei lavoratori e la protezione sociale in tutta l’Unione.

Non avete richiesto un documento U1 prima di partire o eravate già in un altro paese dell’UE e avevate bisogno di un modulo U1 inviato dalla Spagna?

BarcelonaGlobalService può ottenere il documento U1 per voi al 100% a distanza.

Sanita’

L’assistenza sanitaria è un diritto fondamentale in Spagna e il suo sistema sanitario è noto per essere universale e di alta qualità. In questo articolo analizzeremo nel dettaglio come funziona il diritto all’assistenza sanitaria in Spagna, i diversi metodi per ottenere la copertura sanitaria, come si aggiungono i familiari come beneficiari e i requisiti per avere un medico di base e una tessera sanitaria in ciascuna delle comunità autonome spagnole.

Il diritto all’assistenza sanitaria in Spagna

Il sistema sanitario spagnolo si basa sul principio dell’universalità, il che significa che tutti i residenti hanno diritto all’assistenza medica, indipendentemente dalla loro nazionalità o dallo status lavorativo. Di seguito sono descritti i diversi gruppi che hanno accesso all’assistenza sanitaria in Spagna:

1. Lavoratori che pagano i contributi alla previdenza sociale:

I lavoratori che hanno un impiego e contribuiscono al sistema di previdenza sociale spagnolo hanno automaticamente diritto all’assistenza sanitaria. Sono compresi i cittadini spagnoli e i lavoratori stranieri che risiedono e lavorano legalmente in Spagna.

2. Stranieri con documento europeo S1:

I cittadini dell’UE che si trasferiscono in Spagna e ricevono una pensione o un sussidio da un altro Stato membro dell’UE possono ottenere la copertura sanitaria attraverso il documento europeo S1. Questo documento consente loro di accedere gratuitamente ai servizi sanitari in Spagna.

3. Persone senza risorse finanziarie:

Anche se non lavorano e non pagano i contributi alla previdenza sociale, anche le persone prive di risorse finanziarie hanno diritto all’assistenza sanitaria in Spagna. Possono richiedere l’assistenza sanitaria nella propria comunità autonoma e, a seconda della loro situazione, verrà loro assegnato un centro sanitario o un ospedale dove ricevere le cure mediche.

Aggiungere i familiari come beneficiari

Se siete titolari di un’assistenza sanitaria in Spagna, avete la possibilità di aggiungere come beneficiari il vostro coniuge o partner non sposato, nonché i vostri figli di età inferiore ai 26 anni. La procedura per farlo richiede di solito i seguenti documenti:

– Certificato di unione domestica o libretto di famiglia per i coniugi.

– Certificato di nascita o libretto di famiglia per i figli.

Una volta aggiunti come beneficiari, avranno diritto all’assistenza sanitaria alle stesse condizioni del titolare.

Incarico di medico di famiglia

In Spagna, l’assegnazione di un medico di famiglia avviene generalmente attraverso i seguenti passaggi:

– Registrazione (“Empadronamiento”): è necessario essere registrati nel comune di residenza. Questo vi permetterà di accedere ai servizi di assistenza sanitaria di base.

– Centro sanitario: dovete recarvi al centro sanitario più vicino e chiedere che vi venga assegnato un medico di famiglia. Di solito vi verrà assegnato un medico che lavora in quel centro.

Cambio di medico: se desiderate cambiare il vostro medico di famiglia, potete farne richiesta al vostro centro sanitario. I motivi più comuni sono il cambio di residenza o la preferenza personale.

Ottenere la tessera di assicurazione sanitaria nelle comunità autonome

Le comunità autonome spagnole possono avere procedure leggermente diverse per ottenere la Tarjeta Sanitaria Individual (STI). Di seguito sono descritte le procedure generali in alcune delle comunità autonome più grandi:

– Comunità di Madrid: per ottenere la STI è necessario recarsi al Centro de Atención al Usuario (CAU) con il NIE (Número de Identificación de Extranjero) e l’empadronamiento.

– Catalogna: fissare un appuntamento presso il CAP (Centre d’Atenció Primària) più vicino con il NIE e il numero di registrazione del censimento per ottenere la STI.

– Andalusia: recarsi al centro sanitario con il NIE e il numero di registrazione del censimento. Vi sarà assegnato un medico di famiglia e vi sarà consegnata la STI.

– Comunidad Valenciana: richiedere la STI presso il Centro sanitario con il NIE e l’empadronamiento. Nel corso della procedura vi verrà assegnato un medico di famiglia.

È essenziale verificare le procedure specifiche della propria comunità autonoma, poiché possono variare leggermente.

Il sistema sanitario spagnolo è uno dei più avanzati e accessibili al mondo. Tutti i residenti, compresi i lavoratori che pagano i contributi alla previdenza sociale e i cittadini dell’UE con il documento europeo S1, hanno diritto all’assistenza medica. L’aggiunta di familiari come beneficiari, l’assegnazione di un medico di famiglia e l’ottenimento della tessera sanitaria sono passi essenziali per accedere ai servizi sanitari in Spagna, e queste procedure possono variare a seconda della comunità autonoma in cui ci si trova. È sempre consigliabile informarsi presso le autorità locali o il centro sanitario più vicino per avere informazioni aggiornate sulle procedure e i requisiti specifici della propria zona.

Il Modello Sanitario Europeo S1 è un importante documento relativo alla libera circolazione delle persone all’interno dell’Unione Europea (UE).

Si tratta di una vera e propria pietra miliare per garantire l’accesso transfrontaliero all’assistenza sanitaria e semplificare la gestione dei servizi sanitari per le persone che si spostano all’interno dell’UE.

Cos’è il Modello sanitario europeo S1?

 Il Modello Sanitario Europeo S1 è un documento rilasciato dall’autorità competente del Paese di residenza; questo modulo è essenziale per chi si trasferisce temporaneamente in un altro Stato membro dell’UE per garantire l’accesso all’assistenza sanitaria nel Paese ospitante.

In altre parole, il modulo S1 funge da passaporto sanitario transfrontaliero, consentendo ai cittadini dell’UE di accedere ai servizi sanitari nello Stato membro in cui soggiornano temporaneamente; in questo modo, se vivete in uno Stato membro dell’UE e siete assicurati in un altro Paese, il modulo S1 consente a voi (e/o alla vostra famiglia) di iscrivervi all’assicurazione sanitaria.

I moduli vengono rilasciati per individuo (non per famiglia): Il modulo S1 deve essere richiesto alla struttura sanitaria assicurata; se si ha diritto a un modulo S1 a causa di un cambio di residenza, è necessario fare domanda prima di lasciare il Paese in cui si è assicurati.

La richiesta dopo il trasferimento può causare ritardi nella registrazione nel nuovo Paese di residenza.

Le persone ammissibili comprendono i lavoratori frontalieri, i pensionati che ricevono prestazioni da un altro Paese dell’UE e le loro famiglie.

La domanda per il Modello sanitario europeo S1 è generalmente gestita dalle autorità competenti del Paese di residenza.

I cittadini interessati devono contattare l’ente responsabile dell’erogazione delle prestazioni sanitarie nel proprio Paese e presentare la domanda.

La procedura di richiesta può variare leggermente da Paese a Paese, ma in genere richiede la presentazione di una documentazione che attesti la copertura e l’idoneità all’assistenza medica.

Il modello sanitario europeo S1 dà diritto all’assistenza medica nel Paese di residenza temporanea.

Ciò include l’accesso a servizi ambulatoriali, cure ospedaliere e altri servizi medici necessari.

Il modello S1 semplifica il processo di ottenimento dell’assistenza medica durante un soggiorno temporaneo ed elimina la necessità di complesse procedure burocratiche per accedere ai servizi medici nel Paese ospitante.

In Spagna, inoltre,il modello S1 e’ estremamente utile ai fini del rilascio di un «Certificado de registro de ciudadano de la Union Europea» (Certificato di registrazione di cittadino dell’Unione Europea), che viene presentato insieme ai documenti comprovanti la titolarità di un conto corrente bancario che riporta il saldo minimo stabilito dalla tabella ministeriale e sostituisce l’esistenza di un’assicurazione sanitaria privata.

In sintesi, il Modello sanitario europeo S1 svolge un ruolo importante nella promozione dell’assistenza sanitaria transfrontaliera all’interno dell’Unione europea.

Questo documento garantisce un accesso facile e tempestivo all’assistenza sanitaria e promuove la mobilità e la libertà di movimento all’interno dell’UE, consentendo ai cittadini di usufruire dei servizi sanitari nello Stato membro in cui soggiornano temporaneamente.

NOTA IMPORTANTE PER I CITTADINI ITALIANI: Abbiamo notato che le linee guida dettate dal Governo italiano in merito al rilascio del documento S1 non sono applicate uniformemente da tutte le ASL. In molti casi viene richiesta la conferma dell’iscrizione all’anagrafe degli italiani all’estero (AIRE), in altri casi non viene richiesta e il modello S1 viene rilasciato anche a chi non è pensionato o iscritto all’AIRE. Vi consigliamo di verificare i requisiti per il rilascio del documento S1 presso la vostra ASL di riferimento.

Non avete richiesto un documento S1 prima di partire o avete bisogno di un modulo S1 dalla vostra istituzione sanitaria nazionale per la vostra copertura sanitaria pubblica in Spagna?

BarcelonaGlobalService può ottenere il documento S1 per voi al 100% a distanza.

La Seguridad Social spagnola o, meglio, l’”Instituto Nacional de Seguridad Social”, riconosce a coloro i quali abbiano ottenuto il diritto all’assistenza sanitaria in quanto lavoratori, percettori di prestazioni o pensionati il diritto di estendere la stessa copertura sanitaria anche ai loro familiari (O assimilati).

Si tratta di una possibilità che non tutti conoscono, e che garantisce un’equa assistenza sanitaria a buona parte della popolazione nazionale e straniera, regolarmente in territorio spagnolo; chi può ottenere tale diritto, in virtù della relazione familiare o assimilata, viene chiamato “beneficiario”.

E’ possibile dunque chiedere l’estensione del diritto all’assistenza sanitaria a uno o più beneficiari? Assolutamente si, l’Instituto Nacional de Seguridad Social riconosce tale possibilità a varie categorie di persone che possano dimostrare di avere uno dei seguenti requisiti:

  • Essere coniuge della persona assicurata o trovarsi con questa in una situazione di coppia di fatto legalmente riconosciuta
  • Essere ex-coniuge o separato legalmente qualora si avesse diritto a percepire una pensione da parte della persona assicurata
  • Essere discendente (O assimilato) della persona assicurata o del suo coniuge (anche se separato legalmente) e minore di 26 anni oppure, se maggiore di 26 anni, con un’invalidità riconosciuta uguale o superiore al 65%

Sono considerate persone assimilate ai discendenti:

  • I minori sottoposti alla tutela o all’affidamento legale di una persona assicurata, del suo coniuge, anche se separato giudizialmente, o del suo partner non sposato, nonché del suo ex coniuge a carico quando, in quest’ultimo caso, la tutela o l’affidamento avevano avuto luogo prima del divorzio o dell’annullamento del matrimonio
  • Le sorelle e i fratelli della persona assicurata

I discendenti e le persone ad essi assimilate sono considerati a carico di una persona assicurata se vivono con essa e ne dipendono economicamente. A tal fine si deve tenere conto di quanto segue:

  • I minori non emancipati sono sempre considerati a carico della persona assicurata
  • In caso di separazione per motivi di lavoro, studio o circostanze analoghe, si considera che la persona assicurata sia convivente con la persona assicurata
  • Si riterrà che i maggiorenni e i minori emancipati non siano economicamente dipendenti dalla persona assicurata se hanno un reddito annuo superiore al doppio dell’indicatore pubblico del reddito a effetto multiplo (IPREM), anche nel calcolo annuale

Tutte le persone indicate nei paragrafi precedenti saranno considerate beneficiarie a condizione che soddisfino i seguenti requisiti:

  • Non essere in possesso dello status di assicurato ai sensi dell’articolo 2.1.a del Real Decreto numero 1192/2012, del 3 agosto
  • Avere una residenza autorizzata ed effettiva in Spagna, tranne nel caso di quelle persone che si trasferiscono temporaneamente in Spagna (ad esempio nel caso di lavoratori trasferiti dalla loro azienda al di fuori del territorio spagnolo, sempre che si trovino in una situazione assimilabile a quella di iscritti, contribuendo al corrispondente regime di previdenza sociale spagnola)

A proposito dell’ultimo punto e’ importante sottolineare che nel caso di cittadini di paesi membri dell’Unione Europea questi, anche se minorenni, potranno usufruire del diritto ad essere considerati beneficiari dell’assistenza sanitaria di un assicurato solo se:

  • In possesso di un “Certificado de registro de ciudadano de la Unión Europea
  • Il loro vincolo familiare (o assimilato) possa essere dimostrato con documentazione ufficiale presentata (personalmente o telematicamente) in formato “plurilingue” o corredata da traduzione giurata al castellano (E Apostille, in caso di documentazione proveniente da paesi extra-UE). La documentazione richiesta può essere: certificato di matrimonio, certificato di nascita, atto pubblico di registrazione di coppia di fatto, sentenza giudiziaria, etc…

L’estensione del diritto all’assistenza sanitaria o, meglio, l’aggiunta di un “beneficiario” (o piu’ beneficiari) può essere effettuata personalmente presso l’ufficio dell’Instituto Nacional de Seguridad Social competente o telematicamente, utilizzando il proprio Certificado Digital o quello di un rappresentante debitamente autorizzato.

Una volta ottenuta una “resolucion” positiva da parte dell’Instituto Nacional de la Seguridad Social circa l’estensione del diritto all’assistenza sanitaria per un beneficiario, avendo questi gia’ un empadronamiento registrato, si potrà infine richiedere l’assegnazione di un medico di base e il rilascio di una tessera sanitaria all’ente sanitario della comunità autonoma di residenza (Catsalut, Agencia Valenciana de Salud, Servicio de Salud de las Islas Baleares, etc..)

Fiscalita’

La residenza fiscale è un concetto essenziale per chi vive all’estero, perché determina le leggi fiscali applicabili. In Spagna, capire come funziona la residenza fiscale è essenziale sia per gli espatriati che per i nuovi arrivati. Per gli espatriati appena arrivati in Spagna, stabilire la residenza fiscale è un passo importante per gestire le proprie finanze e rispettare la normativa fiscale spagnola. In questo articolo analizzeremo come funziona la residenza fiscale in Spagna, il processo per diventare residenti fiscali e i documenti e le procedure necessarie per dimostrare la residenza fiscale.

Che cos’è la residenza fiscale? La residenza fiscale si riferisce allo status giuridico di una persona che identifica il Paese verso il quale ha obblighi fiscali primari. In Spagna, la residenza fiscale è regolata da una serie di norme specifiche e per diventare residenti fiscali è necessario dichiarare il proprio reddito mondiale alle autorità fiscali spagnole. In Spagna, i residenti fiscali sono tenuti a pagare le imposte sul loro reddito mondiale, compreso il reddito percepito sia in Spagna che all’estero (con alcune eccezioni, come ad esempio nel caso del regime fiscale della «Legge Beckham«).

I non residenti, invece, sono generalmente tassati solo sui redditi di origine spagnola. Per determinare la residenza fiscale per diventare residenti fiscali in Spagna, è necessario soddisfare uno dei seguenti criteri:

– Presenza fisica: Se si trascorrono più di 183 giorni in Spagna in un anno solare, si è automaticamente considerati residenti fiscali. Questi giorni non devono essere necessariamente consecutivi, consentendo alle persone di accumulare presenze nel tempo.

– Legami economici: Se il coniuge o i figli a carico vivono in Spagna, si può essere considerati residenti fiscali, anche se si soggiorna nel Paese per meno di 183 giorni.

– Principali vantaggi economici: Se i vostri interessi economici sono principalmente concentrati in Spagna, potete essere considerati residenti fiscali. Ciò include fattori quali attività professionali, interessi commerciali o investimenti economici significativi nel Paese.

– Dichiarare il luogo di residenza: Le persone che non soddisfano i criteri di cui sopra possono comunque scegliere di diventare residenti fiscali presentando una dichiarazione ufficiale di intenzione di risiedere in Spagna.

La Spagna determina la residenza fiscale in base ai seguenti criteri:

– Presenza fisica: Se si trascorrono più di 183 giorni in Spagna in un anno solare, si è considerati residenti fiscali. Questi giorni non devono essere necessariamente consecutivi, consentendo alle persone di accumulare il numero di giorni richiesto nel corso di un anno.

– Legami economici: Anche se non si raggiunge la soglia dei 183 giorni, si può essere considerati residenti fiscali se il centro dei propri interessi economici è in Spagna. Ciò può includere il possesso di un’abitazione, la presenza di una stabile organizzazione o il mantenimento di stretti legami familiari in Spagna.

– Coniuge e persone a carico: Se il coniuge e i figli a carico risiedono in Spagna, anche voi potete essere considerati residenti fiscali, indipendentemente dal numero di giorni che trascorrete nel Paese. 

Il processo per diventare residente fiscale Se si soddisfano i criteri per la residenza fiscale in Spagna, è essenziale seguire dei passi specifici per regolarizzare il proprio status:

– Requisiti NIE (Número de Identificación de Extranjero): In quanto stranieri in Spagna, è necessario il NIE, ovvero il numero di identificazione dello straniero. È possibile ottenerlo presso la stazione di polizia o il consolato locale.

– Registrazione presso le autorità locali: Dopo aver ottenuto il NIE, è necessario registrarsi presso l’amministrazione locale (Empadronamiento) per stabilire la propria residenza in una zona specifica.

– Presentare la dichiarazione dei redditi: È necessario presentare una dichiarazione dei redditi annuale in Spagna, denominata Modelo 100. Tale dichiarazione comprende tutti i redditi mondiali e serve per la dichiarazione dei redditi. Questa include tutti i vostri redditi mondiali e serve come prova della vostra residenza fiscale.

Documenti e procedure per dimostrare la residenza fiscale Per dimostrare la residenza fiscale in Spagna è necessario fornire alcuni documenti e seguire procedure specifiche:

– Carta d’identità: È possibile richiedere un certificato di residenza fiscale (Certificado de Residencia Fiscal) alle autorità fiscali spagnole. Questo documento certifica lo status di residenza fiscale ed è spesso richiesto da banche, datori di lavoro e altre organizzazioni.

– Codice fiscale (NIF): Il NIE ottenuto in precedenza sarà utilizzato come codice fiscale (NIF) a fini fiscali.

– Rapporti bancari: Mantenere un conto bancario spagnolo e fornire estratti conto che dimostrino la vostra attività finanziaria in Spagna può servire anche come prova della vostra residenza fiscale.

– Bollette e contratti d’affitto: la prova di una bolletta o di un contratto d’affitto in Spagna può essere presentata per dimostrare la vostra presenza fisica e il vostro rapporto economico.

– Contratto di lavoro: se lavorate in Spagna, il vostro contratto di lavoro e le buste paga possono essere utilizzati per determinare la vostra residenza fiscale.

– Rapporto di parentela: Se avete dei familiari che risiedono in Spagna, la presentazione di una documentazione che attesti la loro residenza può essere un ulteriore supporto alla vostra richiesta di residenza fiscale.

– Dichiarazione dei redditi: Come già detto, è importante presentare una dichiarazione annuale dei redditi in Spagna. Questo documento è la prova principale della vostra residenza fiscale. Quando uno straniero ottiene la residenza fiscale in Spagna, ciò comporta una serie di implicazioni per lui e per i suoi familiari.

È importante comprendere queste implicazioni perché possono avere un impatto significativo sulla situazione finanziaria e legale di una persona. Ecco alcune implicazioni e considerazioni chiave:

– Imposte sul reddito mondiale: In qualità di residenti fiscali spagnoli, dovete dichiarare e pagare le tasse sul vostro reddito mondiale, compreso il reddito guadagnato in Spagna e all’estero. Ciò significa che i redditi provenienti dal vostro Paese e da altre fonti estere devono essere dichiarati in Spagna.

– Gli obblighi fiscali della Spagna: I residenti fiscali in Spagna sono soggetti al sistema fiscale spagnolo, che comprende l’imposta sul reddito (Impuesto sobre la Renta de las Personas Físicas o IRPF), l’imposta sulla proprietà (Impuesto sobre el Patrimonio) e altre imposte. altre. È necessario presentare una dichiarazione dei redditi annuale all’Autorità fiscale spagnola, dichiarando il proprio reddito, patrimonio e debiti.

– Considerazioni sulla famiglia: Se anche i vostri familiari (coniuge e figli a carico) risiedono con voi in Spagna, possono essere considerati residenti fiscali e soggetti all’imposta spagnola sul loro reddito mondiale. I membri della famiglia devono determinare individualmente il proprio status di residenza fiscale.

Crediti e detrazioni fiscali: La Spagna ha stipulato trattati fiscali con molti Paesi per evitare la doppia imposizione. Potreste avere diritto a crediti o detrazioni fiscali in Spagna per le imposte pagate nel vostro Paese d’origine, a seconda delle disposizioni del relativo trattato fiscale.

– Dichiarazione patrimoniale: I residenti fiscali spagnoli sono tenuti a dichiarare le loro attività e partecipazioni finanziarie, compresi i conti bancari, gli immobili e gli investimenti detenuti in Spagna e all’estero. Queste informazioni vengono utilizzate per valutare le imposte patrimoniali e monitorare la conformità. 

– Imposta di successione e donazione: La Spagna ha le proprie regole in materia di imposte di successione e donazione. Se si eredita una proprietà o si riceve una donazione, sia dalla Spagna che dall’estero, si può essere soggetti all’imposta spagnola ed è importante comprendere le aliquote e le esenzioni applicabili.

– Impatto sul Paese di origine: Diventare residenti fiscali in Spagna non cambia automaticamente il vostro status fiscale nel vostro Paese d’origine. Potreste ancora avere obblighi fiscali in quel Paese ed è essenziale capire come funzionano gli accordi di doppia imposizione tra la Spagna e il vostro Paese d’origine per evitare la doppia imposizione.

– Tassa di uscita: Se decidete di lasciare la Spagna e di porre fine alla vostra residenza fiscale, potrebbero esserci implicazioni fiscali in uscita, soprattutto se avete beni significativi in Spagna. La pianificazione dell’uscita dalla Spagna deve essere fatta con attenzione per ridurre al minimo le possibili conseguenze fiscali.

– Consultare un esperto fiscale: a causa della complessità delle leggi e dei regolamenti fiscali internazionali, si consiglia di consultare professionisti fiscali specializzati in imposte transfrontaliere. Questi possono aiutarvi a districarvi tra le complesse questioni di residenza fiscale e a garantire la conformità con le leggi fiscali spagnole e straniere. D’altra parte, gli stranieri che risiedono in Spagna possono perdere il loro status di residenza fiscale in determinate circostanze. Lo status di residenza fiscale può cambiare ed è importante conoscere i criteri e le procedure per perdere lo status di residenza fiscale in Spagna.

Ecco alcuni casi comuni in cui gli stranieri che vivono in Spagna possono non essere più considerati residenti fiscali:

– Residenza in un altro Paese: Se si stabilisce la propria residenza fiscale in un altro Paese e si può dimostrare che la Spagna non è più la propria residenza principale, non si può più essere considerati residenti fiscali in Spagna. Di nuovo. A tal fine, è necessario fornire una prova della nuova residenza fiscale, come un permesso di soggiorno o un certificato fiscale del nuovo Paese.

– Meno di 183 giorni rimanenti: Se trascorrete meno di 183 giorni in Spagna in un anno solare, non soddisfate i criteri di presenza fisica per la residenza fiscale. Tuttavia, è essenziale tenere traccia dei giorni trascorsi con precisione e sapere che le assenze temporanee, come le vacanze o i viaggi di lavoro, non vengono conteggiate ai fini del requisito dei 183 giorni.

– Cambiamenti nelle relazioni economiche: Se i vostri legami economici con la Spagna sono diminuiti e potete dimostrare che i vostri interessi finanziari significativi sono ora principalmente situati in un altro Paese, potreste non essere più considerati residenti. anche le imposte in Spagna. Ciò può comportare la vendita di immobili, la chiusura di attività commerciali o il trasferimento di attività finanziarie all’estero.

 – Cessazione della residenza permanente: Se non avete più la vostra residenza permanente o abituale in Spagna, rischiate di perdere lo status di residenza fiscale. La vendita della residenza principale e l’assenza di altri legami significativi con la Spagna possono essere la prova di questo cambiamento.

– Richiesta dello status di non residente: In alcuni casi, le persone che hanno perso lo status di residenza fiscale in Spagna possono scegliere di richiedere lo status di non residente. Questo permette di continuare a possedere immobili o avere altri interessi finanziari in Spagna senza essere considerati residenti fiscali.

Conoscere la residenza fiscale in Spagna è importante per gli espatriati che intendono vivere o lavorare nel Paese. Soddisfacendo specifici criteri e fornendo i documenti necessari, le persone possono stabilire la residenza fiscale e adempiere ai propri obblighi fiscali. Stabilire la residenza fiscale in Spagna come espatriato appena arrivato può essere un processo complicato, in quanto comporta il rispetto di criteri specifici e la presentazione dei documenti necessari. È importante notare che le leggi e i regolamenti fiscali possono cambiare nel tempo e le circostanze individuali possono cambiare in modo significativo. È necessario rivolgersi a esperti fiscali o alle autorità fiscali spagnole per garantire la conformità alle normative vigenti. Conoscere il proprio status di residenza fiscale è essenziale per adempiere ai propri obblighi fiscali e godere dei vantaggi di vivere in Spagna.

Calcolare in proprio con una buona approssimazione cio’ che spettera’ versare in termini di IRPF (Ritenute) e di “Cotizacion” (Ovvero le quote obbligatorie da versare all’ente previdenziale nella vostra busta paga) e’ abbastanza semplice e potrete trovare online vari strumenti che, in tempo reale, vi  calcoleranno tali voci, oltre a salario netto e altro, inserendo i vostri dati personali e quelli relativi al contratto di lavoro subordinato che vi apprestate a firmare.

Tra i tanti validi strumenti di calcolo disponibili online ne consigliamo uno in particolare al link: https://rb.gy/27ra7j

Il regime fiscale agevolato previsto per i cittadini stranieri in Spagna: la “Ley Beckham

La “Ley Beckham” (La legge prende il nome dal calciatore David Beckham, uno dei primi a beneficiarne in Spagna) consiste in un regime fiscale speciale esistente in Spagna, pensato espressamente per i cittadini stranieri che si trasferiscono nel paese, che permette loro di beneficiare di un imposta fissa sul reddito del 24% o del 47%, a seconda dei loro ingressi.

Questo regime fiscale agevolato permette a tutti gli espatriati diretti in Spagna una fiscalita’ molto piu’ favorevole, permettendo loro di pagare le imposte patrimoniali e sul reddito come se fossero non residenti per i primi 6 anni di residenza in Spagna (Anno fiscale del cambio di residenza e i 5 periodi fiscali successivi); tutti coloro i quali si trasferiscono in Spagna per motivi lavorativi, e che possano dimostrare di averne i requisiti, possono beneficiare della cosiddetta “Ley Beckham”.

Vi sono vari requisiti, previsti dalla legge spagnola, ai fini dell’applicazione della “Ley Beckham”, ovvero:

  • Non essere stati residenti in Spagna nei 5 anni precedenti al cambio di residenza (Anche un cittadino spagnolo che ha vissuto all’estero nei 10 anni precedenti puo’ beneficiare di tale legge)
  • Che il trasferimento in Spagna sia  dovuto a uno di questi motivi:
  1. Per un contratto di lavoro offerto da un datore di lavoro spagnolo, ad eccezione degli sportivi professionisti
  2. Per motivi di telelavoro realizzato dalla Spagna
  3. Per diventare amministratore di una societa’

Quali sono i principali vantaggi di chi puo’ beneficiare della “Ley Beckham”?

Innanzitutto tale legge prevede che il beneficiario paghi imposte esclusivamente in Spagna, dunque i redditi ottenuti all’estero non verranno tassati in Spagna (A meno che non siano redditi da lavoro).

I redditi da capitale (Dividendi, azioni, interessi, etc..) ottenuti all’estero non saranno soggetti a imposizione fiscale in Spagna, essendo esclusivamente soggetti a imposta nel paese di origine.

I beneficiari della “Ley Beckham” saranno comunque soggetti, in Spagna, all’imposta sul patrimonio (Sempre su beni e diritti situati in Spagna) e all’imposta su successioni e donazioni.

Se un contribuente ha diritto a beneficiare della “Ley Beckham”, anche i suoi figli e il coniuge potranno godere di tale diritto.

La quota fissa di imposizione fiscale (IRPF) a cui da’ diritto la “Ley Beckham” e’ del 24%, mentre diventa del 47% a partire da redditi superiori a Eur 600.000 annui.

Oltre a possedere i requisiti sopra citati, ai fini dell’applicazione della “Ley Beckham” sara’ fondamentale essere in possesso del NIE (Come si ottiene il NIE in Spagna?), del NAF (Numero de Afiliacion a la Seguridad Social), di un contratto di lavoro spagnolo regolarmente registrato e una serie di documenti e certificati che l’azienda in Spagna dovra’ preparare. BarcelonaGlobalService potra’ preparare per te tutto cio’ che occorre ai fini dell’applicazione della “Ley Beckham”.

Conclusione

Spostarsi in un paese straniero può risultare entusiasmante ma anche impegnativo. Per coloro che desiderano stabilirsi in Spagna, è fondamentale avere il giusto sostegno e orientamento per garantire una transizione senza intoppi. In questo contesto, servizi specifici di consulenza fiscale e amministrativa diventano essenziali per affrontare la complessità delle normative e delle procedure in un nuovo ambiente. Questi servizi offrono una guida specializzata su questioni fiscali, burocratiche e amministrative, facilitando l’adattamento al nuovo paese.

BarcelonaGlobalService (https://barcelonaglobalservice.com/) è un’azienda rinomata che si specializza nella fornitura di servizi di consulenza fiscale e amministrativa per stranieri che si trasferiscono o arrivano in Spagna. Guidata dal Dr. Francesco Nuzzi, un esperto consulente fiscale con una vasta esperienza nel settore, l’azienda si impegna a facilitare l’insediamento in Spagna attraverso una gamma completa di servizi.

Il Dr. Francesco Nuzzi è riconosciuto per la sua solida conoscenza delle questioni fiscali e amministrative, collaborando con l’ANF (Autoridad de Certificación) per gestire certificati digitali a distanza, evitando inconvenienti ai clienti presso l’Agenzia delle Entrate spagnola.

Membro prominente di ASOCIAE, l’associazione professionale dei consulenti fiscali spagnoli, Francesco Nuzzi è anche un consulente fiscale registrato nell’elenco ufficiale dei professionisti che collaborano con l’Agenzia delle Entrate spagnola, garantendo alti standard professionali.

BarcelonaGlobalService si concentra su diversi servizi per soddisfare le esigenze degli stranieri residenti in Spagna, tra cui consulenza fiscale, servizi amministrativi e burocratici, assistenza sanitaria, apertura di partita IVA, registrazione della residenza, ottenimento del certificato digitale e tanti altri servizi personalizzati, compresi molti di carattere transnazionale che coinvolgano amministrazioni pubbliche straniere.

È importante sottolineare che BarcelonaGlobalService offre i suoi servizi in spagnolo, inglese e italiano, facilitando la comunicazione e garantendo una comprensione chiara di tutti gli aspetti legali e amministrativi. La reputazione dell’azienda è evidente nella sua popolarità tra i cittadini italiani che desiderano stabilirsi in Spagna senza complicazioni.

In conclusione, BarcelonaGlobalService si distingue come un partner affidabile per consulenza fiscale e amministrativa in Spagna, operando su tutto il territorio spagnolo e offrendo un supporto completo per semplificare l’esperienza di chi si trasferisce nel paese.

Contattaci via email a francesco@barcelonaglobalservice.com oppure tramite il form di contatto online tramite il link Contacto – Barcelona Global Service

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4 comentarios en “Guida (quasi) rapida per l’espatriato in Spagna”

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